Pratiche dell’abitare: tra ricerca individuale e nuove forme di comunanza

Se facciamo nostra l’immagine dell’abitare contemporaneo come una navigazione priva di una rotta certa, allora le pratiche dell’abitare ci appaiono come delle esplorazioni, dei tentativi di trovare nuovi modi di fare esperienza dei luoghi, di entrare in relazione con gli altri; sono la traccia di questo cercare, gravido di aspettative, di insofferenza, di delusioni, di felici sorprese.
In questa ricerca sono in tensione tra loro due spinte contraddittorie. Una prima, sente la relazione con l’altro e soprattutto con il diverso, con lo straniero, come una fragilità da evitare per raggiungere una vita veramente felice e propone la fuga dalla città, la ricerca di «comunità di simili». La seconda, accetta la fragilità intrinseca nelle relazioni umane, accetta la difficoltà della convivenza con chi è diverso, non teme prossimità e meticciati.

 

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