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Mondo > Politica internazionale

Portogallo: tre elezioni legislative in tre anni

di Javier Rubio

- Fonte: Città Nuova

Il governo portoghese di Luís Montenegro è caduto dopo meno di un anno, in seguito ad alcune inchieste giornalistiche avevano fatto emergere possibili conflitti d’interesse fra la finanziaria di famiglia del primo ministro e alcune società titolari di concessioni pubbliche.

Luís Montenegro, premier del Portogallo, foto di Agência Lusa, CC BY 3.0, Wikimedia Commons

La settimana scorsa, il 13 marzo, il presidente della repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, ha indetto le elezioni legislative anticipate, fissando la nuova consultazione elettorale al 18 maggio. Dopo la caduta del governo di centro-destra del primo ministro Luís Montenegro, lo scioglimento del Parlamento e l’avvio di un nuovo iter elettorale, era necessario: perché «sono il primo interessato alla stabilità», ha detto Rebelo de Sousa.

Le prossime saranno dunque le terze elezioni legislative in tre anni, che si aggiungono a quelle comunali in autunno ed a quelle presidenziali del gennaio 2026, in un Paese dove l’astensionismo è solitamente elevato (mediamente oltre il 60%). Montenegro è stato coinvolto in una controversia (un presunto conflitto di interessi) sull’azienda della sua famiglia, la società finanziaria Spinumviva. Alla fine, il premier si è dovuto dimettere, non essendo riuscito a superare la mozione di sfiducia promossa dall’opposizione parlamentare, e neppure a far approvare la mozione di fiducia proposta dal suo governo. Il sospetto di corruzione, anche solo presunta, non lascia scampo.

Il professor Ramón L. Soriano Díaz, docente di Filosofia del Diritto e Filosofia Politica nell’Università Pablo de Olavide (Siviglia, Spagna), ha un’abbondante produzione su temi di teoria generale del diritto, filosofia politica, sociologia del diritto e diritti umani. Oltre all’insegnamento in vari atenei e istituti universitari, collabora con pubblicazioni periodiche e dirige il Laboratorio di Idee e Pratiche Politiche (Lippo). Tra i tanti argomenti che Soriano ha affrontato nei suoi libri, non poteva mancare quello della «corruzione politica». E propone una definizione alla portata di tutti, compresi i non addetti ai lavori: «La corruzione politica consiste nell’inosservanza di una norma da parte di chi esercita una funzione pubblica, allo scopo di ottenere un vantaggio, sia personale sia di gruppo, sociale o istituzionale»*.

Un’affermazione di Soriano mi fa capire perché la cronaca quotidiana è piena di casi che durano mesi e perfino anni. Dice Soriano: «La corruzione è come una banda larga in cui solo alcuni punti sono considerati corruzione politica, cioè soggetti a esame penale e chiamati reati. Ciò significa che la consapevolezza sociale del campo della corruzione è maggiore di quello indicato dalla legislazione». Può accadere insomma che un dato reato non sia previsto dal codice penale, ma l’impatto sociale per un sospetto di quel reato sia tale da richiedere comunque provvedimenti immediati. Ci sono esempi dovunque.

Tornando al Portogallo, sarà questo il caso di Montenegro? Questo dovranno evidentemente dirlo i tribunali. Anche il suo predecessore, Antonio Costa, si era dimesso nel novembre 2023 dopo che la procura portoghese aveva avviato indagini contro di lui per presunta corruzione e traffico d’influenza. La pressione sociale e il discredito politico sono armi molto potenti.

* «La corrupción política: tipos, causas y remedios», in Anales de la Cátedra Francisco Suárez, nº 45, 2011, pag. 385.

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