«Portate avanti il sogno di un mondo unito»

Papa Francesco si è rivolto ai partecipanti al Convegno Interreligioso organizzato dal Movimento dei Focolari.
Papa Francesco al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, Citta' del Vaticano, 10 aprile 2024 ANSA/ETTORE FERRARI

«La vostra testimonianza è motivo di gioia, è motivo di consolazione, specialmente in questo tempo di conflitti, nei quali la religione viene spesso strumentalizzata per alimentare lo scontro. Il dialogo interreligioso, al contrario, “è una condizione necessaria per la pace nel mondo, e pertanto è un dovere per i cristiani, come per le altre comunità religiose” (Esort. ap. Evangelii gaudium, 250)». Sono le parole di gratitudine e incoraggiamento che papa Francesco ha pronunciato incontrando in Vaticano i partecipanti al Convegno Interreligioso organizzato dal Movimento dei Focolari.

«Il fondamento su cui poggia questa esperienza è l’Amore di Dio che si attua nell’amore reciproco, nell’ascolto, nella fiducia, nell’accoglienza e nella conoscenza gli uni degli altri, nel pieno rispetto delle rispettive identità», ha detto il papa ricordando anche l’esperienza di una comunità interamente musulmana aderente al Movimento nata cinquant’anni fa in Algeria.

Tutto è frutto dell’azione dello Spirito Santo: è Lui che ispira ogni iniziativa, ogni progetto; è Lui che apre strade inedite e sorprendenti di dialogo e di incontro. Alle donne e agli uomini di buona volontà, poi, l’impegno a mettersi in ascolto e camminare sulle Sue strade. «Così è stato anche per gli incontri di Chiara Lubich con i leader di varie religioni: buddhisti, musulmani, indù, ebrei, sikh, e altri. Un dialogo che si è sviluppato fino ad ora, come dimostra la vostra presenza oggi», sottolinea Francesco ricordando anche l’impegno profuso in questi anni dall’Opera di Maria che «porta avanti il cammino iniziato da Chiara Lubich con persone di religioni non cristiane che condividono la spiritualità dell’unità. È stato un cammino rivoluzionario, questo, che fa tanto bene alla Chiesa. È un’esperienza animata dallo Spirito Santo, radicata – possiamo dire – nel cuore di Cristo, nella sua sete di amore, di comunione, di fraternità».

In questo cammino, negli anni, anche tante sorelle e fratelli non cristiani «hanno condiviso la spiritualità dell’Opera di Maria o alcuni suoi tratti caratteristici e li vivono in mezzo alla loro gente. Con queste persone si va oltre il dialogo, ci si sente fratelli e sorelle, si condivide il sogno di un mondo più unito, nell’armonia delle diversità».

A fondamento di ogni esperienza c’è l’Amore di Dio, che si rende visibile «nell’amore reciproco, nell’ascolto, nella fiducia, nell’accoglienza e nella conoscenza gli uni degli altri, nel pieno rispetto delle rispettive identità. Con il tempo, è cresciuta l’amicizia e la collaborazione nel cercare di rispondere insieme al grido dei poveri, nel prendersi cura del creato, nel lavorare per la pace». Un impegno da portare avanti con coraggio e determinazione, per poter realizzare il sogno di un mondo unito.

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