Portata dal Fuoco dell’Amore

Pubblichiamo qui stralci di una lettera dell’autrice a sua madre, in occasione del Natale 1944. Trento è immersa nelle conseguenze della guerra e la famiglia di Chiara è sfollata, mentre lei si è fermata in città. Sono le parole di una ventiquattrenne che poco più di un anno prima si era consacrata a Dio per sempre. Ci parlano con apertura e sincerità del “sentire” di questa giovane donna, ma anche di come lo sguardo a Dio, e specie a Gesù crocifisso e abbandonato, la porta oltre i propri sentimenti. La lettera è firmata col nome di battesimo: Silvia. Tratta da: C. Lubich, Lettere 1939-1960, a cura di F. Gillet, Opere di Chiara Lubich 4/1, Città Nuova, Roma 2022, p. 79.

Scarica l’articolo in pdf /

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Per visualizzarlo effettua il login

Non sei un utente abbonato?

I più letti della settimana

Chiara D’Urbano nella APP di CN

Mediterraneo di fraternità

La forte fede degli atei

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons