Poroshenko promette un referendum sulla Nato

Il presidente ucrainoè in visita ufficiale in Francia. Incontri con il presidente Francois Hollande e con altri esponenti politici francesi
Ucraina Francia

I presidenti dell’Ucraina e della Francia hanno discusso in dettaglio la situazione dell’Est dell’Ucraina. Essi hanno sottolineato l'importanza della piena attuazione degli “accordi di Minsk”. Il presidente dell'Ucraina ha ringraziato il presidente della Repubblica Francese per il suo impegno nel “Norman format”. I due capi hanno inoltre discusso le cooperazioni commerciali ed economiche bilaterali, in particolare nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’agricoltura, dell’industria alimentare e dell’ambiente. «Constatiamo l’assenza di problemi», ha affermato Poroshenko.

Il presidente della Francia ha confermato la volontà di contribuire alla riforma dello Stato Ucraino, insieme ad altri partner, all’attuazione del processo di decentramento, di riforma del governo locale e di organizzazione territoriale del potere in Ucraina.

Durante la visita in Francia Poroshenko si è espresso sulla questione di unire l’Ucraina alla Nato. «La domanda di adesione dell'Ucraina alla Nato è fondamentale; io farò un referendum, il popolo deciderà», ha detto durante una trasmissione del canale televisivo francese iTele. Secondo lui l'Ucraina sarà pronta per questa tappa tra 5-6 anni.

Come sappiamo, nel mese di dicembre 2014 Poroshenko ha firmato una legge, adottata dal Parlamento, che abolisce lo stato di neutralità dell'Ucraina. Tuttavia, la priorità di oggi, secondo il presidente ucraino, è unirsi all'Unione europea, perché gli ucraini sono «nazione europea» e «l'Europa non può essere completa senza l’Ucraina».

Nel corso dell’intervista Poroshenko ha parlato sul conflitto nella parte orientale del Paese: «Oggi, sul fronte di Est Ucraina la gente muore. Abbiamo già perso più di 6 mila militari e civili», ha affermato. Per stabilizzare la situazione è importante elaborare «un meccanismo di interposizione di una forza in grado di separare le parti in conflitto». Inoltre, ha sottolineato, «deve essere restaurato completamente, per l’Ucraina, il controllo del suo territorio e dei suoi confini».

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