Pollice verso/ Danni collaterali

Espressione brutale per dire che la vita delle persone comuni vale sempre meno, anzi va sacrificata per raggiungere precisi scopi militari. Così è per il terrorista colombiano El Lobo che, in un attentato, uccide moglie e figlia del coraggioso pompiere Brewer (Schwarzenegger). Il quale, deluso dai pochi risultati dell’indagine, decide di farsi giustizia da sé. Schwarzie, al solito, giganteggia come vendicatore solitario nella giungla colombiana fra guerriglia, narcotrafficanti e compatrioti doppiogiochisti. Vincerà lui, dopo l’ennesima strage. Obbediente al consueto cliché drammatico,inverosimile negli accadimenti, il film era pronto prima dell’11 settembre. Esce solo ora, ed è marcatamente ideologizzato: Schwarzie rappresenta con convinzione personale – come ha affermato in una recente intervista – l’americano che risponde alla violenza con la violenza, alla durezza con la durezza. Di violenza, il film ne offre abbondanti esempi. E la nostra Francesca Neri non si capisce bene cosa ci stia a fare… Un film francamente fuori luogo e fuori tempo. Regia di Andrew Davis; con Arnold Schwarzenegger, Francesca Neri, John Turturro.

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