Politiche familiari, una svolta possibile

Intervista alla deputata del M5S Rosa Menga sul merito della riforma sull’assegno unico in procinto di  essere votata dalla Camera. Nessun contrasto con il reddito di cittadinanza
Politiche familiari al voto del Parlamento ANSA/ALESSANDRO DI MEO

È previsto per martedì 21 luglio il voto definitivo dell’assemblea della Camera a favore dell’assegno unico universale per i figli. A portare il contributo del M5S nel dibattito parlamentare è intervenuta la deputata Rosa Menga.

Rosa Menga, deputata M5S
Rosa Menga, deputata M5S

La giovane medico di 28 anni, eletta nel collegio elettorale di  Foggia, ha accolto l’invito ad un confronto nel merito di una riforma che può rivelarsi epocale ma è sottoposta alla verifica dell’effettivo finanziamento a partire dalla imminente legge di bilancio che andrà a scriversi in base agli esiti della decisiva trattativa in corso sul piano di rilancio europeo.

Esistono davvero a suo giudizio le condizioni per introdurre la misura strutturale dell’assegno unico per i figli?  Non si tratta di un intervento che entra in conflitto, come dicono alcuni, con il reddito di cittadinanza?
Nessun conflitto tra le due misure. L’assegno unico e universale altro non è che un riordino, una semplificazione e un potenziamento di tutte le misure esistenti a sostegno delle famiglie con figli a carico, note con svariati nomi: bonus bebè, bonus nascita, bonus asili nido ecc. L’intento è quello di raccogliere in un unico contributo mensile, per ciascun figlio già a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del ventunesimo anno d’età, tutte le forme di sostegno sinora concesse, sia in forma di contributo diretto che in forma di detrazione fiscale. Questo renderà l’aiuto da parte dello Stato molto più diretto e immediatamente percepibile per ogni famiglia italiana, a prescindere dal reddito ma rispettando in ogni caso il principio della progressività sancito dalla Costituzione. Le somme percepite non saranno soggette a trattenute a titolo di contributi INPS o tassazione IRPEF, e sono dunque compatibili e cumulabili con il Reddito di Cittadinanza.

La questione è emersa anche nel dibattito in commissione Affari sociali?
Certo e proprio durante l’esame del provvedimento in commissione  abbiamo respinto tutte le proposte emendative a firma delle forze di opposizione che operavano tagli al reddito di cittadinanza per reperire risorse che finanziassero la misura dell’assegno unico. Dunque, tutte le famiglie che attualmente beneficiano del reddito (ben 1 milione e 171 mila, stando alla rilevazione dell’osservatorio INPS di maggio 2020) non hanno nulla da temere. Non avrebbe senso, d’altronde, indebolire una misura per potenziare l’altra, dal momento che hanno finalità differenti: il RdC nasce come una misura di contrasto alla povertà, politica attiva del lavoro ed inclusione sociale; l’assegno unico, invece, è una misura che mira a contrastare la denatalità ed anche a favorire le pari opportunità per le donne che vogliono scegliere di essere madri e lavoratrici.

Resta il fatto che per arrivare all’introduzione della novità, a partire dal 2021, bisogna far affidamento su risorse certe. È una materia che rientra tra gli investimenti possibili con i fondi europei del piano Next generation Eu?
Ritengo prematuro dare risposte a tal riguardo, essendo in corso in questo momento il vertice del Consiglio Europeo. Tuttavia, ricordo che la Commissione Europea ha identificato tre pilastri riguardo a come spendere i fondi di Next Generation EU (Recovery Fund): 1) investimenti e riforme per rilanciare la ripresa degli Stati membri; 2) investimenti privati e sostegno alle imprese in difficoltà; 3) investimenti nella prevenzione delle epidemie.

Partendo dall’assunto che le nuove generazioni rappresentano la migliore occasione di rilancio per qualsiasi Paese, ritengo che la previsione di investimenti mirati al contrasto del declino demografico meriterebbe a pieno titolo di rientrare nel primo pilastro individuato. Ad ogni modo, è stato stimato che dal riordino di tutte le misure a sostegno delle famiglie che ho già citato, e che è espressamente previsto nel progetto di legge sull’assegno unico, si libereranno risorse pari a circa 15 miliardi, che sono senza dubbio sufficienti a dare avvio a questa misura e sono già nelle disponibilità delle casse dello Stato.

Quali altri interventi di politica sociale ritiene necessari per liberare le persone e le famiglie dalla percezione di assenza di futuro e precarietà dell’esistenza?
Quando parliamo di futuro, non possiamo pensare che basti l’entrata in vigore di una legge, per quanto buona essa sia, a modificarne la visione e la percezione. Le giovani coppie di oggi sono sì spaventate dalla mancanza di concreti sostegni economici che vengano loro in aiuto quando scelgono di mettere al mondo dei figli, ma penso che abbiano molta più paura di non avere dinanzi la prospettiva di un mondo sicuro in cui crescerli.

Non esiste dunque, a mio giudizio, migliore investimento in politiche per la famiglia dell’investimento che lo Stato può fare per un ambiente meno inquinato, migliore incentivo alla natalità della garanzia di un lavoro stabile per i padri e le madri, migliore riforma di quella della giustizia e della lotta alle mafie e alla corruzione, per consegnare alle nuove generazioni un’Italia migliore di quella in cui attualmente viviamo. Questo è ciò che mi piace immaginare, come esponente del MoVimento 5 Stelle, che ha sempre creduto in queste battaglie, ma ancor più come giovane e come donna.

Sulla pagina facebook di Città Nuova, dialogo con la deputata Rosa Menga lunedì 20 luglio 2020 ore 19

 

 

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