Poetry

La poesia che dà il titolo all’ultimo film di Lee Chang-dong è quella intesa come bellezza contro le brutture della vita.
Poetry

La poesia che dà il titolo all’ultimo film di Lee Chang-dong (migliore sceneggiatura a Cannes) è quella intesa come bellezza contro le brutture della vita, capacità di vedere oltre le apparenze. Come tale non riservata ai poeti o ai letterati, ma aperta a tutti coloro che la vogliano sperimentare. Come la signora Mija, domestica a ore, malata di Alzheimer, che vive con il nipote adolescente, sospettato di stupro. La poesia diviene per Mija un modo per rendere accettabile la sua vita al di là delle contingenze. Lee Chang-dong disegna un personaggio indimenticabile (bravissima Yun Junghee, una delle più importanti attrici coreane di sempre) e realizza un film sublime e penetrante, anche se privo dell’energia e della forza di altre sue opere.

Regia di Lee Chang-dong; con Yun Junghee, Ahn Nae-sang, Lee Da-wit, Kim Hira.

 

VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE NAZIONALE FILM

Consigliabile, poetico (prev.)

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