Più vinci, più perdi

È il risultato di una ricerca molto seria di un giovane sociologo americano sul poker online.
Poker on line
La fregatura è ormai certificata, scientifica, garantita. E dire che un leggero sospetto aveva sfiorato anche noi. Per noi intendo, proprio noi accaniti giocatori di poker on line. Ormai siamo centinaia di milioni in tutto il mondo e siamo stati persino esaminati da un giovane ricercatore, Kyle Siler, della sperduta università di Itaca, non la mitica isola di Ulisse, ma una cittadina dello Stato di New York. Questo giovane volenteroso, ed ormai un formidabile pokerista anche lui, si è armato di santa pazienza ed ha esaminato, con un software, 27 milioni di “mani” di gioco di No-Limit Texas Hold’em, il poker via web. Guarda un po’ che per la prima volta mi è quasi venuta voglia di studiare anche a me tanto da aver desiderato di stare al suo posto. Tanto Kyle ha studiato fino a giungere a questa strabiliante conclusione: a poker più “mani” si vincono, più soldi si perdono. Com’è possibile?

I conti non mi tornano. Eppure per Kyle il motivo è semplice: i giocatori che conquistano tanti piccoli “piatti” sono poi gli stessi che rischiano di perdere più denaro.

Alla base c’è un meccanismo psicologico, ben conosciuto già dal giocatore di Dostoevskij: i pokeristi si ritengono baciati dalla sorte e per questo non riescono a bilanciare le molte entrate modeste con le poche partite davvero sostanziose. Alla fine a piangere è il loro portafogli, perché si spende più di quanto si guadagna.

E per chi non gioca? Il discorso è analogo, perché il “paradosso” è alla base anche di molte situazioni della vita quotidiana: dagli investimenti in borsa, alla guida, dagli acquisti immobiliari all’attraversamento della strada, al consumo eccessivo di beni inutili.

Ma non è che, studiando studiando, questo ricercatore sarà diventato un super esperto di poker on line e potrebbe dare qualche dritta anche a noi poveri giocatori in perdita? Eh no! Dimenticavo, il gioco è totalmente affidato al puro caso, è totalmente aleatorio e non c’entrano nulla né l’abilità, né, purtroppo gli studi. Che ci serva da lezione! Che valga, invece il contrario nella vita, un altro “paradosso psicologico”: più perdi, più guadagni?

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