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Cultura > Arte e Spettacolo

Piacciono i musei gratis la prima domenica del mese

di Sara Fornaro

- Fonte: Città Nuova

Sara Fornaro


Grande successo per l’iniziativa del ministero. Resta il problema del personale e del pagamento degli straordinari, soprattutto in Sicilia

colosseo roma

L’entrata gratis nei musei e nei siti archeologici statali ogni prima domenica del mese, decretata dal ministero per i Beni culturali (e approfondita sul numero 13 della rivista Città Nuova), piace agli italiani, che ieri hanno premiato questa iniziativa, come attestano le decine di migliaia di biglietti staccati in tutta Italia.

I numeri li ha dati lo stesso ministro Dario Franceschini: alle 14 di ieri oltre 13mila persone erano entrate al Colosseo, circa 10mila avevano scelto gli scavi di Pompei, oltre 2mila il museo archeologico di Napoli e così via. «Al Colosseo, a Pompei, agli Uffizi si registra un vero e proprio boom di visite, ma anche nei musei minori le percentuali di crescita sono a due cifre. Sono numeri che ci aspettavamo e che – sottolinea Franceschini – siamo certi aumenteranno con il passare dei mesi, quando questo appuntamento fisso si sarà consolidato nelle abitudini delle famiglie».

Speriamo. L’iniziativa è sicuramente positiva, ma si scontra – com’era prevedibile – con gli atavici problemi del settore e, in particolare, con la mancanza di fondi per pagare il personale. Il risultato, ad esempio in Sicilia, è stato che molti siti hanno aperto a singhiozzo o solo mezza giornata. E non si sa quali saranno i risultati, con l’apertura serale dei principali siti statali, prevista  ogni venerdì fino alle 22.

Il problema, spiega un funzionario archeologo siciliano, sonol’eccessiva burocrazia e le difficoltà concrete legate alle pratiche di tutela, di salvaguardia e di valorizzazione dei beni. «Non è tanto difficile portare avanti uno scavo archeologico – afferma – quanto renderne noti e pubblici i dati emersi, non è difficile aprire nuovi piccoli musei, siti, aree espositive, quanto mantenere aperti e puliti quelli che ci sono già. È più facile organizzare l’evento che richiami il pubblico o grandi nomi rispetto a mantenere costante la fruizione dei turisti».

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