Persecuzioni di ieri e di oggi

Massacri e discriminazioni dei cristiani non si sono mai fermate nel mondo, da Gesù in poi.
Terrorismo
Quando si parla di persecuzioni il nostro pensiero corre subito ai primi secoli e all’azione repressiva esercitata dall’Impero romano contro chi aderiva alla fede cristiana, la quale si poneva in contrasto con la religione politeistica del tempo. Per la verità, il primo a subire una persecuzione cruenta fu Gesù Cristo stesso e, dopo di lui, la più antica comunità di Gerusalemme.

 

Successivamente, ma in modo non continuativo, furono emanati vari provvedimenti, prima di carattere locale e poi generale, contro i cristiani, a causa del loro mancato riconoscimento del culto ufficiale, espressione della giusta disposizione del cittadino verso la res publica, lo Stato diremmo oggi.

 

Provvedimenti che si fecero più insistenti intorno alla metà del III secolo, culminando con la persecuzione di Diocleziano nella prima decade del IV, quando numerosi furono i cristiani giustiziati.

 

Poi, poco meno di 1700 anni fa, nel 313, l’imperatore Costantino concesse, non solo ai cristiani ma a tutti, la libertà di seguire la propria religione. Fu un provvedimento di eccezionale importanza, che gettò le prime fondamenta della libertà religiosa, quella stessa che, paradossalmente, altri imperatori di fede cristiana avrebbero negato già alla fine di quel medesimo secolo nei confronti di pagani, ebrei ed eretici. 

 

Diffondendosi in varie parti del mondo antico, il cristianesimo ebbe a soffrire persecuzioni sanguinose e gravi restrizioni di diritti. Tra il IV e il V secolo, in Persia; poi, nei secoli VII e seguenti, a causa delle campagne di conquista condotte dagli arabi musulmani nei territori del Vicino Oriente, in Africa e in Spagna, campagne che si prolungarono per lungo tempo.

 

Ancora, l’estendersi delle comunità cristiane nell’Asia centrale e l’opposizione che la missione evangelizzatrice suscitò nel Medioevo tra i popoli pagani dell’Europa centrale e settentrionale, furono causa di martirio per parecchi missionari. Così pure avvenne in Cina e nel Giappone del XVII e XVIII secolo, fino alle persecuzioni in Corea del 1838-41, 1846 e 1866.

 

Il secolo XX ha visto moltiplicarsi a dismisura la repressione dei cristiani – ortodossi, cattolici, luterani, riformati –, in Oriente e in Occidente. Il primo fu il genocidio degli armeni (1915-1918): furono allora sterminati, per quanto se ne può sapere, tra uno e due milioni di persone, in un genocidio provocato dalla ideologia panturca professata dal partito dei Giovani turchi, timorosi che la “nazione armena” rivendicasse forme di autonomia all’interno del nuovo Stato turco.

 

Il massacro continuò in Russia dal 1917 in poi, per l’imporsi del materialismo ateo-comunista. Alcune indagini compiute dopo il crollo del Muro di Berlino indicano in 200 mila i preti ortodossi uccisi fino al 1980. Incerto, ma ben più consistente, dovrebbe essere il numero dei credenti eliminati, dei quali non si ricordano neppure i nomi.

 

Si pensi a ciò che ha rappresentato l’universo concentrazionario nazista che si è accanito con furia omicida soprattutto contro gli ebrei ma anche contro i cristiani. Si pensi ancora alla sorte patita dal clero nei Paesi del blocco comunista dell’Est o a quella dei polacchi sotto il giogo nazista. Il libro di Andrea Riccardi, Il secolo del martirio. I cristiani nel Novecento (Mondadori), ricorda queste drammatiche e impensabili, abnormi vicende.

 

Le situazioni che oggi, all’inizio del XXI secolo, i cristiani vivono dolorosamente in tutto il mondo, sono vicende di persecuzione cruenta o di discriminazione. I nostri giornali, ad esclusione di pochissimi, riportano le notizie solamente nei casi più gravi.

 

Perché tanto accanimento contro i cristiani? In uno scritto apocrifo dell’inizio del IV secolo, il Vangelo di Nicodemo, a proposito del dialogo tra Pilato e Gesù, si legge: «Pilato gli domandò: “Che cosa è la verità?”. Gesù gli rispose: “La verità è dal cielo”. Pilato disse: “Non c’è verità sulla terra?”. Rispose Gesù: “Tu vedi come quelli che dicono la verità sono giudicati da quelli che hanno il potere”».

 

L’ostilità di tante oligarchie e totalitarismi sembra avere la medesima radice: non sopportano la testimonianza di libertà delle comunità cristiane di fronte a poteri che vanno ben oltre le loro legittime prerogative.

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