“Perder tempo”

Mia figlia Laura ha sei anni ed è una bambina deliziosa: le piace stare con gli altri e gioca volentieri con i bambini. A volte però, mi sembra che perda tempo perché se ne sta da sola a girare per la casa o nella cameretta senza un motivo particolare. Mi chiedo il perché di questo suo comportamento . A.C. – Milano Laura è una bambina perf e t t a m e n t e normale che ha trovato modo di perder tempo standosene un po’ da sola a pensare alle sue cose. Per fortuna che questo succede! Infatti, stare soli è salutare e indice di benessere. Il perder tempo può essere riposo. È diseducativo soltanto se diventa un’abitudine distaccata e lontana dai normali doveri quotidiani dei figli. Se guardiamo dentro il nostro animo, riconosciamo infatti due spinte diverse, entrambe importanti: una a stare da soli, l’altra a stare con gli altri. Quest’ultima è fondamentale perché aiuta non solo a scoprire le proprie capacità, ma anche ad aprirsi alla comunità, creando le premesse per una società civile e altruista. D’altro canto, molte volte vorremmo fermarci a riflettere, chiudendo le imposte dell’anima per ritrovare noi stessi. Questo perché il bisogno di solitudine contiene una profonda verità: l’uomo è anche un essere individuale. Dunque, è importante rispettare il desiderio di stare soli anche dei bambini, soprattutto se piccoli. Anzi, nell’epoca di Internet, della televisione, del cinema, dei videogames ecc., essi vanno aiutati a coltivare degli spazi di introspezione e dei momenti di solitudine. Spesso, le insegnanti a scuola lamentano il fatto che gli alunni sono ipercinetici, disattenti e sempre in movimento, non in grado di rispettare i tempi di ascolto reciproco. Ora, tale capacità si apprende gradualmente, mediante l’ascolto di sé stessi, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti, premessa per imparare a conoscere e accogliere i bisogni degli altri. Oggigiorno abbiamo l’impressione che per diventare qualcuno occorra essere efficienti e saper fare sempre più cose. Così molti bambini ancora molto piccoli, soprattutto nelle grandi città, hanno la loro giornata strutturata fin nei minimi particolari. E tutto si svolge di corsa perché il tempo non è mai abbastanza: risveglio, prepararsi, scuola, ritorno, pranzo, tv, compiti, piscina, palestra, cena, tv. Perfino le feste di compleanno sono tutte organizzate e se per caso un bambino se ne sta solo in un angolo a bere Coca-cola e mangiare patatine senza partecipare al gioco previsto, è subito considerato asociale o depresso. Con questo non voglio dire che non esistano bambini affetti da disturbi legati alla depressione infantile, ma essa è caratterizzata da una certa fatica del vivere, da grosse difficoltà di concentrazione e da tutta una serie di sintomi ben diversi dal sano perder tempo da soli di sua figlia che, invece, come ho sottolineato, è cosa utile. Quindi, per concludere, se Laura impara a cogliere i momenti di tranquillità e di solitudine, alternandoli a quelli di gioco e di compagnia, potrà sviluppare al meglio la sua personalità. Tra l’altro, per chi crede, stare con sé stessi e per così dire perdere tempo è occasione di incontrare Colui che dà senso alla vita e al tempo. E anche i bambini lo sanno riconoscere!

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