Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Felicemente

Perché una notizia diventa “virale”?

di Antonella Ritacco

- Fonte: Città Nuova

Come avviene che un fatto riesca a fare il giro del mondo in poche ore destando l’attenzione di tutti? È possibile una lettura di questo processo che chiama in causa meccanismi come l’immedesimazione e l’inconscio collettivo?

Non tutto ciò che è importante desta la nostra attenzione. Eppure ci sono notizie capaci di fare il giro del mondo in poche ore e non solo per la capacità dei media di presentarle e diffonderle. A spiegare il fenomeno non basta neppure il sapere che si tratta di una notizia che si può ricollegare alla propria fase di vita del momento, o che il contesto in cui si vive è capace di farle eco, o il fatto che richiama i valori e il sistema di credenze del proprio gruppo o di un popolo. Tutti elementi che hanno certamente una grande importanza in merito e che forniscono una risposta parziale alla nostra domanda.

Solo poche settimane fa, la notizia di quel che accadeva in Inghilterra al piccolo Charlie Gard ed alla sua famiglia ha fatto il giro del mondo in poche ore attirando l’attenzione di tutti. Ciascuno poteva solidarizzare con i familiari, con i medici o con i giudici. Pochi mesi prima era accaduto con la storia di DJ Fabo, o come è accaduto per i frequenti terremoti dell’ultimo anno in Italia, e molte altre notizie come queste. Storie sulle quali ciascuno ha sentito di dire la propria o almeno di interrogarsi su cosa avrebbe fatto se una situazione analoga fosse capitata a lui.

Charlie Gard

Charlie Gard

Una possibile spiegazione
Notizie come queste possono, infatti, risvegliare in ciascuno pensieri ed emozioni molto arcaici e profondi, non sempre facilmente accessibili alla coscienza e che possono appartenere ad epoche del passato. La struttura attraverso la quale questo avviene è chiamata inconscio collettivo. Il primo a parlarne fu Carl Gustav Jung. Per lui l’inconscio collettivo è un contenitore di simbolismi comuni a tutta l’umanità. Esso contiene elementi della storia dell’umanità, valori socioculturali attuali e valori, potenzialità e mete future dell’umanità.

Victor Frankl parla invece di inconscio spirituale, una struttura psichica su cui lui basa lo sviluppo della coscienza della persona. Attraverso di esso la persona può arrivare a scoprirsi fino in fondo nella sua unicità e irripetibilità, fino a realizzare se stesso. Alcune tra le funzione importanti di questo inconscio spirituale sono la capacità di ascoltare se stesso e di trascendere da sé. In esso, egli dice, si può ascoltare la voce di Dio.

Cosa hanno in comune l’inconscio e la diffusione di alcuni tipi di notizie?
Da queste considerazioni sull’inconscio e dall’osservazione di quanto accade in occasione del diffondersi di queste notizie, nasce spontanea una domanda: è forse celata nelle funzioni dell’inconscio collettivo o dell’inconscio spirituale la capacità che ogni essere umano ha di compartecipare alla salvaguardia della specie?

Queste situazioni in cui si percepisce una minaccia o un pericolo a causa di un evento esterno ed involontario, e che potrebbero dunque riguardare chiunque, sono:

  1. capaci di creare immedesimazione con i protagonisti;
  2. l’immedesimazione è più frequente con i piccoli e gli indifesi;
  3. i confini personali, che la persona utilizza per differenziare ciò che riguarda se stesso da ciò che riguarda gli altri, si dilatano per permettere questa immedesimazione;
  4. sentendosi emotivamente coinvolto, ciascuno è portato a formulare un giudizio critico e morale sull’evento;
  5. la funzione che l’inconscio svolge ha l’obiettivo di mantenere una linea di continuità con la storia personale, familiare, con l’identità culturale di un gruppo, di un popolo e con l’appartenenza alla grande famiglia umana.

Possiamo in definitiva dire che oltre all’inconscio impulsivo di matrice freudiana e soventemente temuto, vi è un inconscio che è custode del patrimonio storico dell’intera umanità e che, albergando dentro la persona, la riconnette costantemente a quella che è la storia dell’essere umano in mezzo ai suoi simili.

L’invito è dunque ad essere sempre più consapevoli di questa voce interna che, venendo alla coscienza, dà l’opportunità a ciascuno di sentirsi parte co-costruttiva del futuro dell’umanità.

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876