Huawei nel mirino di Trump

L’arresto di Sabrina Meng Wanzhou all’aeroporto di Vancouver, mentre era in scalo verso il Messico. Nel 2019 Huawei sarà il primo produttore al mondo di telefonia mobile. Come leggere una vicenda con implicazioni prima commerciali che politiche?

Il primo dicembre 2018 è stata arrestata la responsabile finanziaria della seconda azienda nel mondo per la telefonia mobile e le telecomunicazioni: Sabrina Meng Wanzhou. L’accusa è di aver infranto l’embargo contro l’Iran, fornendo impianti di telecomunicazioni. Sabrina Meng Wanzhou è la figlia del fondatore della Huawei, o per essere più precisi della Huawei Technologies Co. Ltd, società privata cinese fondata nel 1987 con quartier generale a Shenzhen, nel Guangdong, in Cina.

La Huawei è impegnata non solo nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti di telefonia mobile, ma soprattutto di grandi sistemi e centri di telecomunicazioni adottati da vari governi per il controllo del traffico dati. I prodotti Huawei sono utilizzati ormai da 45 dei primi 50 operatori mondiali di telefonia mobile e sono impiegati da 140 nazioni nel mondo intero, che rappresentano un terzo della popolazione mondiale. La cosa innovativa è che la Huawei è a suo modo un modello di società commerciale, essendo detenuta al 100% dai suoi dipendenti assunti in Cina.

La struttura organizzativa di Huawei opera sul mercato con oltre 180 mila dipendenti e Huawei investe oltre il 10% del suo fatturato annuo in ricerca e sviluppo, settore in cui impiega circa il 45% dei dipendenti..In particolare, in tale ambito nel 2017 ha speso la bellezza di 11,6 miliardi di euro (il 15% dei suoi ricavi), concentrandosi su intelligenza artificiale e immagazzinamento dati sul “cloud”. Huawei è altresì il secondo produttore di smartphone al mondo (considerando anche quelli commercializzati col brand Honor), dopo la Samsung, avendo sorpassato Apple nel secondo trimestre del 2018. Un ultimo prodotto all’avanguardia mondiale per la telefonia mobile è la recente commercializzazione del processore Kirin 980: un processore assolutamente innovativo e commercializzato in telefonini di prezzo medio-alto, accessibili alla stragrande maggioranza dei compratori. Il Kirin 980 racchiude in meno di 1 centimetro quadrato 6,9 miliardi di transistor.

Cosa significa questo? Se si pensa che i cellulari Huawei sono sul mercato ad un terzo del prezzo dei competitori nord-americani, pur avendo caratteristiche tecniche simili se non superiori, significa che la Huawei, con i suoi prezzi, le ottime batterie, con il suo sorprendente rapporto qualità-prezzo, sarà il primo produttore di telefonia mobile e sistemi di comunicazione nel 2019. E questo non piace a chi deteneva il primato (Usa, Corea del sud e Giappone) da lungo tempo e che si vede la propria fetta di torta di milioni di telefonini ridursi ogni giorno di più sotto il proprio naso.

I prezzi relativamente bassi della Huawei sono sicuramente dovuti gli investimenti costanti del 10% del budget, ma anche, forse, al fatto che nella Huawei non esistono i cosiddetti “super manager”, ed i posti importanti dell’azienda sono assegnati a familiari, come la figlia del fondatore, Sabrina. In caso vengano assunti esperti o manager affermati nel mercato del lavoro, non ricevono i compensi stratosferici dei loro colleghi in aziende Usa.

E i competitori di Huawei in che modo cercano di arginare la crescita del concorrente? Per ragioni di sicurezza nazionale, il governo Usa ha obbligato i suoi alleati, tra cui la Nuova Zelanda, l’Australia, il Canada ed il Giappone, a non utilizzare i grossi impianti di smistamento dati prodotti dalla Huawei (ed anche dalla Zte Corporation, altra azienda cinese dello stesso settore) e soprattutto i nuovissimi sistemi 5G. Il motivo di questo divieto? Spionaggio, stando alle dichiarazioni di Washington e ai tweet della Casa Bianca… Oppure sono i prezzi imbattibili a guidare tali divieti? La Cina spierebbe, si dice, un terzo della popolazione mondiale attraverso questi sistemi.

Da notare che per ogni modello di telefono mobile in uso sul territorio di uno Stato sovrano che si rispetti, per ogni sistema integrativo di dati, per ogni impianto di trasmissione digitale che sia, per ricevere le dovute autorizzazioni all’uso in una nazione la ditta produttrice deve fornire i “codici di protocollo”, ovvero i codici di funzionamento del telefonino o dell’impianto. E con questi dati, qualsiasi agenzia governativa di controllo della sicurezza di un Paese può accede al nostro cellulare, al nostro modem oppure al centro smistamento dati dell’azienda che fornisce i servizi e monitorare i dati senza nessun problema.

Intanto, alla signora Sabrina Meng Wanzhou sono stati concessi gli arresti domiciliari, con una cauzione di 6,7 milioni di dollari. Dovrà abitare nella sua casa a Vancouver, avere un braccialetto elettronico Gps e ha dovuto consegnare il suo passaporto. Il caso della sua estradizione verso gli Usa, che ne hanno chiesto l’arresto, si complica al momento: le autorità canadesi hanno confermato anche l’arresto in Cina di un loro ex diplomatico, Michael Kovrig, al momento un analista del gruppo International Crisis Group. E alcuni modelli di telefonini Apple, notizia di due giorni fa, sono stati banditi dalla vendita in Cina, per aver infranto dei diritti dell’azienda Qualcomm. La tensione commerciale aumenta. La guerra più pericolosa di questi tempi, anche se spesso rimane sotto traccia, è quella commerciale tra Pechino e Washington. Sperando che non degeneri.

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