Per un virtuale positivo

A proposito dell'articolo "Amicizie virtuali" di Giulio Meazzini, apparso sul n. 2/2009. La vignetta è un contributo di un nostro lettore, Valerio De Luca.
Articolo
Coraggio, entriamoci! «Non condivido il tono negativo che traspare dall’articolo. Il mondo va così, adesso! Forse non ci piace, forse era meglio prima, ma così vanno le cose ed è giusto entrarci dentro per immettere valori e contenuti positivi! Pericoli? Certo che ci sono, mica li ignoro; ma dove non sono? Considero positivo anche il desiderio di comunicare a quanti più possibile i propri stati d’animo e riflessioni, perché tale atteggiamento aiuta nella vita reale. Non spaventiamoci di questi mezzi, se usati per il bene. Faccio sempre l’esempio del coltello: può uccidere una persona, ma anche tagliare il pane».

Berardo Di Marcello

 

Curiosità ed entusiasmo «Sono mamma di tre ragazze e per curiosità mi sono iscritta a Facebook. Non navigo spesso su Internet, ma dopo che le mie ragazze mi hanno spiegato che si potevano rintracciare i vecchi amici ho voluto provare. Ho così riallacciato relazioni interrotte da anni. Ora ci scambiamo notizie delle nostre famiglie, condividiamo gioie e dolori, eventi ecc. Ogni tanto lascio in bacheca qualche messaggio alle mie figlie che rispondono volentieri a quella mamma che qualche volta diventa simile a loro. Detto questo, condivido pienamente i rischi che questi mezzi possono nascondere per i nostri figli. Forse questo può essere un modo per stargli più vicino?».

A.B.

 

Una moda «Ho 23 anni. La genialità del mio coetaneo americano Mark Zuckenberg, fondatore di Facebook, sta nell’aver capito che nella “società reale” c’è una enorme disagio da solitudine, conseguenza di un cultura individualista e consumista, e nell’aver creato nella “società virtuale” un meccanismo comunicativo in grado di lenire (non curare) questo disagio. Purtroppo ormai Facebook è una moda: non iscriversi diventerà sempre più difficile, perché si rischierà l’esclusione e l’isolamento. Il fenomeno si può affrontare soltanto cercando dal di dentro di renderlo strumento al servizio dei rapporti umani reali e non delle banalità che lasciano vuoto e delusione dietro di sé».

Michele Amurri

 

In mostra «Internet non è solo Facebook, che anzi è in declino, mentre Google, Wikipedia, Youtube e altri avanzano. Penso che Facebook sia un prodotto della cultura televisiva, perché è “figo”, perché ci si mette in mostra, ragazzi ed adulti (Facebook è formato nella stragrande maggioranza da adulti)».

Andrea Vezzo

 

Disabile «Sono disabile fisico, con problemi nel parlare e nel camminare. Internet e le nuove tecnologie rappresentano per me un valido aiuto nella comunicazione e nel confronto con gli amici. Ho la possibilità di conoscere gente delle più varie estrazioni e instaurare anche dialoghi profondi. Anche in rete c’è bisogno di persone disposte semplicemente ad ascoltare! Ciò dà sempre frutti immensi: situazioni critiche si risolvono o momenti di gioia condivisi si moltiplicano. Attraverso questi strumenti trovo anche un modo per momenti di preghiera con amici conosciuti in rete. Internet per me è fondamentale, ma non sostituisce certo la realtà fatta di sguardi, abbracci e gesti concreti».

Giovanni Romana

 

Competenza «Ho una piccola azienda informatica e cerco anche di svolgere un servizio di consulenza gratuita nel campo della sicurezza a sostegno delle famiglie preoccupate per la pornografia e la violenza sul web. Cerco di far capire loro che il migliore filtro non può sostituire il rispetto e il dialogo con i figli! Però tanti sono ancora all’oscuro di questi problemi, per cui noi informatici siamo in prima linea nell’aiutare queste persone».

Massimo Donati

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