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Ecco, avrei voluto dire a Leonardo che la sua vita "suona" molto bene; che il suo disagio vitale è un gran segno di ricerca della luce che è in lui ed attende solo di essere accesa dal coraggio di rischiare per accettare il mistero di questo "io" così inquieto come quello di tutti gli altri, chiuso in una meravigliosa industria termodinamica che è il nostro corpo, e di questo mondo che sembra assurdo e folle e a tratti così stupendo da commuoverci.
Vorrei spiegargli che il solo fatto di essere così colpito e inconsciamente anche un po’ seccato che qualcuno, come te, continui a fidarsi del cielo e della terra, degli uomini e delle cose ed anche dell’impossibile, rivela che è una persona molto sensibile che aspira a guardare "oltre" ed a desiderare di andare al di là di ciò che si vede e che si tocca e di tutto il positivo che onestamente riconosce di avere ricevuto nella sua esistenza !
Con tutti i miei auguri.
Luisa