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Italia > Società

Per favore, non dite che sono cinico

di Costanzo Donegana

- Fonte: Città Nuova


La decisione di organizzare funerali di Stato per Valeria Solesin lascia perplessi non pochi: perché lei e non altri che, come lei, hanno servito la società in modo eroico? Il dibattito sul web non è questione di poco conto

Solesin

Chiedo il favore di non essere frainteso per quello che scriverò. Ma non sono d'accordo con i funerali di Stato per Valeria Solesin. La sua morte è stata tragica, lei era una persona degnissima, dedicata agli altri, un esempio per tanti. Ma basta tutto questo per decretarle i funerali di Stato con tutto il seguito e contorno (volo di Stato da Parigi a Venezia, per es.)? Quante altre persone degne di rispetto come e forse più di lei non hanno ricevuto questo riconoscimento? Io, missionario, penso alle decine di missionari e missionarie che danno al vita ogni anno per gli altri e che non ricevono nessuna menzione. Il mio confratello padre Piero Parolari, medico missionario, ha subito un attentato in questi stessi giorni in Bangla Desh, per fortuna senza conseguenze mortali. La notizia del fatto è stata riservata a qualche trafiletto sui giornali e a una manciata di secondi alla tv. Quante pagine sui giornali e quanto minuti in tv sono stati dedicati a Valeria Solesin?

 

Per favore, non ditemi che sono cinico. La risonanza per la tragica morte di questa giovane ha una ovvia spiegazione: è legata all'onda emotiva provocata dagli attentati dei terroristi a Parigi. Gli italiani hanno identificato in Valeria l'immagine-simbolo di quella tragedia, si sono visti colpiti in lei, in lei hanno pianto la figlia, la sorella italiana come fosse della loro famiglia. È spiegabile, comprensibile, condivisibile. Ma basta questo per onorarla con i funerali di Stato? Insisto: perché non si fanno funerali di Stato per i missionari uccisi, per gli operai che muoiono per incidenti sul lavoro, per le vittime del caporalato nelle campagne? La lista sarebbe lunga.

 

Due pesi e due misure, purtroppo. Ci sono morti eccellenti e morti “normali” (per favore non dite che sono cinico). Che cosa resterà di questi funerali di Stato per Valeria, dopo l'onda emotiva? Impareremo a rispettare ogni persona per quello che vale veramente – come persona e niente più – al di là dell'emozione, del battage dei media? Nella sua vita e nella sua morte.

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