Paura di restare solo

«Non sono d’accordo su tante cose che pensano e fanno gli amici, ma se lo dicessi non mi capirebbero. Già mi prendono in giro perché la domenica vado a messa: figurati cosa direbbero se criticassi il loro modo di vivere! Per questo non posso scegliere di vivere diversamente: non voglio restare solo!» Giovanni - Milano
Giovani
Nella nostra società c’è una grande paura della solitudine e spesso si sta insieme solo per sentirsi sostenuti in qualche modo dal gruppo. Ma è un sostegno che ci inganna, perché, facendoci essere dipendenti dal gruppo, non ci fortifica nella capacità di andare avanti, ma ci indebolisce e rende più insicuri, spingendoci a non esprimere quanto abbiamo dentro per adattarci al pensiero dei più.

Creati per essere in relazione con gli altri, è importante essere parte di una realtà più grande di noi, ma lo dobbiamo fare liberamente, perché vogliamo camminare insieme, non per trovare appoggio in qualcuno che poi non si manifesta un vero amico. Diceva un vecchio proverbio: «Meglio solo che male accompagnato». A me piace di più pensare: «Meglio un piccolo gruppo che sa dove va che un grande gruppo che cammina nella nebbia».

Prova a condividere le tue idee nell’attuale compagnia e, se non fosse proprio possibile, cerca altri amici con cui condividerle. Forse sarete pochi… ma altri si aggiungeranno. La mia esperienza, come quella di tanti, è che le scelte vere coinvolgono sempre qualcuno, perché in ogni cuore c’è un profondo desiderio di autenticità. Non smuovono le masse, ma toccano alcuni coi quali si può cominciare un cammino e, piano piano, il cerchio si allargherà.

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