Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Mostre

Pasolini è vivo

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma una rassegna indaga sull’uomo e l’intellettuale “scomodo”. Da riscoprire in 700 pezzi.

Pasolini

Un umanista laico. Un personaggio scomodo in vita e in morte. Accettato, rinnegato, condannato, assolto. Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975) è stato tutto questo: giornalista e regista, poeta e drammaturgo, profeta e a suo modo “mistico”. Tutto è santo. Il corpo poetico, recita il titolo della rassegna romana dove si ripercorre l’esistenza e la produzione di Pier Paolo: appunti, lettere, costumi cinematografici, personaggi – Maria Callas, Franco Citti, Silvana Mangano, Totò, Alberto Moravia, Elsa Morante… – amicizie, come quelle fortissime con Laura Betti e Ninetto Davoli. Ed anche video, foto, lettere e poi l’impegno politico, la vita nei quartieri periferici, lo sport. In più e sullo sfondo, il rapporto con la madre, qualcosa di ancestrale, eccessivo: una presenza dentro e dietro l’uomo, fino a farla diventare Maria ai piedi della croce, disperata, nel Vangelo secondo Matteo (1964).

Pasolini regista: dalle narrazioni realistiche di una Roma proletaria – Mamma Roma, Accattone – di un cupo pessimismo, ai percorsi paramistici – Il Vangelo, Teorema (1968) – dalla lettura eroticizzante nei film della Trilogia della vita (1971-1974), poi rinnegata, fino alla fiaba amarissima di Uccellacci e uccellini, all’incursione sulla classicità (Edipo Re, Medea) e allo sconcertante delirio infernale sulla disumanizzazione in Salò (1975).

Pasolini ha compiuto molte e diverse incursioni – romanzi (Ragazzi di vita), poesie, saggi, polemiche argute e tremende – sul tema che lo rappresenta forse al meglio: il corpo. Individuale e sociale.

Il corpo si fa pure strumento di poesia, ovvero di creatività . Il corpo è vita, quella vita di cui Pasolini non sarà mai abbastanza sazio, con un amore anche narcisistico su sé stesso. Il corpo nel mito in Medea e Giasone, quello giovanile nella Trilogia, distrutto in Porcile e Salò, esile nel Cristo. Esso è strumento di gioia, di forza e di dolore. In ciò sta la sua “sacralità”.

E qui nasce il grande tema della sofferenza che Pasolini affronta costantemente, nella ricerca mai del tutto appagata dell’amore, anche a livello personale che lo vede diviso in due: luce e tenebra, visione intellettuale di giorno, oscurità di notte.

Il dolore rimane per Pier Paolo qualcosa di irrisolto, non spiegabile anche se egli lo analizza acutamente a livello personale e sociale. Un esempio è dato dal film Teorema, di una religiosità ancestrale, mitica e laica ma reale. La sofferenza e la redenzione dei protagonisti avviene attraverso un particolare “angelo consolatore” che tuttavia non impedisce all’uomo nudo nel deserto finale un grido lacerante, come un “perché?” infinito.

C’è del mistero nella vita e nell’opera di Pasolini. Per quanto l’intellettuale fosse lucido indagatore del male sociale, della profetica visione della disumanizzazione a cui ci avrebbe portato il consumismo – di qui la sua guerra all’aborto, alla televisione… – pure nel suo sguardo spesso senza gioia fino alle ultime cupissime foto, si leggevano delle domande. Chi sono io, qual è l’uomo di oggi, dove stiamo andando?

Pasolini interrogava e si interrogava. Era di tutti e di nessuno. Ora lo beatificano quelli che a suo tempo lo rinnegarono – il “partito” per primo – e i suoi epigoni i suoi film, spesso condannati, oggi sono oggetti di culto, la sua stessa persona è ancora soggetto di interpretazioni contrastanti. Pasolini resta misterioso e sconcertante.

Era un umanista, appassionato dell’uomo in romanzi, film, musica, arte e impegno politico. Anche con la violenza, un tema che attraversa le sue opere e di cui morirà sul litorale di Ostia: una morte notturna che si vuole politica, ma forse più cercata nel massimo della disperazione.

 La rassegna romana indaga con una infinità di documenti l’uomo del Friuli emigrato a Roma con la madre, povero e poi ricco, geniale e innamorato della vita. La sua migliore eredità.

Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo. Il corpo poetico. Roma, fino al 26 /2 (catalogo 5 Continents)

__

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it
_

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876