Parola d’ordine: Cuore per cuore

Stamane nella santa Comunione pensavo a quel cuore, il Cuor di Gesù che adoro eucaristico quando viene, o sempre in Paradiso dove sta con accanto il Cuore di Maria.
Mariannita Zanzucchi
Stamane nella santa Comunione pensavo a quel cuore, il Cuor di Gesù che adoro eucaristico quando viene, o sempre in Paradiso dove sta con accanto il Cuore di Maria.

Sono contenta che a molti Dio abbia “rivelato” – vorrei dire – l’esistenza, la realtà, l’immensa fortuna di avere un Cuore, e tal Cuore, che ci ama.

Stamane appunto pensavo quale poteva essere il mio comportamento verso il Cuore di Gesù ed ho capito che Cuore chiama cuore, «Cuore per cuore» dunque la parola d’ordine della mia vita d’oggi e sempre finché Dio vorrà.

 

Cuore per cuore. Il che significa che il mio cuore deve vivere con una meticolosità estrema il perdere assoluto per far spazio completo allo Spirito Santo che solo può in me amare degnamente il Cuore di Gesù.

Dunque, perdere tutto, sempre e soprattutto le cose più belle e più sante (…), come tutto ciò che pur legittimamente potrei amare. No. Il mio cuore è già dato, appartiene ad un altro cuore.

E, grazie a Dio, già qualche cosa sento di questa realtà. Alla visita davanti a lui, quando gli dico: Ti amo, posso dire veramente che la parola contiene la realtà, non solo la realtà della volontà, ma la realtà dell’affetto, quell’affetto infuocato che è umano ed è divino. Sì, grazie a Dio, questo l’ho provato. Che il Cuore di Gesù fornace ardente di carità mi mantenga questo cuore al calore del suo ed il mio cuore sia lo scrigno che contiene quest’unico prezioso nettare: l’amore; sì, l’amore, quello di chi è da Dio innamorato di Dio. Proprio così, proprio così.

Allora la vita anche qui in terra si può vivere, non manca nulla.

 

«Cuore per cuore» così, finché la fiamma è accesa. Poi nell’abbandono ancora cuore straziato per il Cuore straziato di Gesù abbandonato. Ma sempre «Cuore per cuore».

Adesso comprendo – e l’ho ripetuto come cosa mia in chiesa –: «Sacro Cuore di Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più. Sacro Cuore di Maria, sii tu la salvezza dell’anima mia. Così sia».

 

(Diario integrale e parzialmente inedito del 15 novembre 1968)

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