Il Parlamento europeo dice stop ai tirocini non retribuiti

Approvata una risoluzione che condanna la pratica dei tirocini non retribuiti. Critiche del Parlamento anche nei confronti della Commissione europea: si chiedono misure concrete a favore dei giovani lavoratori.

Secondo i dati più recenti, il tasso di disoccupazione giovanile nell’Unione europea (UE) si attesta al 17,6% (agosto 2020), in aumento rispetto al 14,9% registrato prima della pandemia da Covid-19, con le previsioni di un’ulteriore crescita nei prossimi mesi. Allo stesso tempo, vi sono decine di migliaia di stagisti, tirocinanti, praticanti, giovani senza lavoro o alla ricerca di prima occupazione che accettano spesso proposte indecenti in nome di un’esperienza lavorativa non retribuita, ma formativa.

Per questo motivo, il Parlamento europeo deplora che a luglio il Consiglio europeo abbia ridotto in modo significativo, dal 15 al 10%, le risorse del Fondo Sociale Europeo+ destinate a sostenere le azioni volte a promuovere l’occupazione giovanile, «in contraddizione con l’ambizione dell’Unione di investire nei giovani». Infatti, il Parlamento chiede più fondi per rafforzare il sistema di Garanzia giovani per il 2021-2027.

Con la disoccupazione giovanile in aumento nell’UE, i deputati europei chiedono che gli Stati membri intraprendano un’azione più forte per contrastare l’impatto della crisi COVID-19 sui giovani. Inoltre, il Parlamento europeo condanna la pratica di stage, tirocini e apprendistati non retribuiti, che sfruttano il lavoro dei giovani e violano i loro diritti, invitando la Commissione europea a presentare un quadro giuridico per un divieto efficace ed applicabile di queste pratiche.

Il testo approvato dall’Europarlamento condanna la pratica del tirocinio non retribuito come «una forma di sfruttamento del lavoro dei giovani e una violazione dei loro diritti». La presa di posizione del Parlamento europeo non è un atto vincolante, ma la risoluzione (adottata con 574 voti contro 77 e 43 astensioni) rappresenta indubbiamente una chiara esortazione per la Commissione europea e gli Stati membri a proporre «uno strumento giuridico comune che assicuri e imponga una giusta remunerazione per stage, tirocini e apprendistati nel mercato del lavoro dell’UE» e garantire che ai giovani che partecipano a Garanzia giovani siano offerti «lavori, formazione o stage di buona qualità, variegati e personalizzati».

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, sostiene che «questa battaglia contro gli stage non retribuiti va avanti da molto tempo», ricordando che «per troppo tempo ci siamo abituati a tirocini non retribuiti, ma questo deve cambiare». Egli è ben conscio del fatto che un gran numero di stagisti e tirocinanti non retribuiti lavorino anche nelle istituzioni europee. Infine, Sassoli crede che Garanzia giovani sia uno strumento importante e afferma che gli stagisti meritino uno stipendio dignitoso.

Anche in Italia, queste forme di impiego rappresentano per molti giovani il primo passo verso il mondo del lavoro, ma la pratica dei tirocini non retribuiti dilaga; il problema non è tanto il tirocinio in sé, ma la sua retribuzione, troppo spesso inesistente.

Le iniziative dell’UE sul lavoro e, in particolare, sul lavoro dei giovani sono esplorate nel numero di ottobre della rivista Città Nuova.

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