Parigi e il 50° di Nouvelle cité

Ancora non si è spenta l’eco del giubileo per i cinquant’anni di Città nuova che già si accendono le candeline su altre torte. Manco a dirlo, è la Francia la nazione primogenita, quasi in contemporanea con altri Paesi europei come la Germania, la Spagna e la Gran Bretagna. Oggi le edizioni Città nuova nel mondo sono 37, in 22 lingue, compreso il cinese, l’arabo, l’urdu. Con tendenza a crescere. Ma torniamo alla Francia, dove l’editrice Nouvelle Cité ha invitato le editrici sorelle nella sua nuova sede. È un giubileo per il primo secolo di vita ed è allo stesso tempo un vernissage. Siamo ad Arny, nella cintura parigina, dove il treno metropolitano consente di raggiungere in mezz’ora quelle residenze di campagna che un tempo distavano dal centro di Parigi una mezza giornata al trotto di un buon cavallo. Ed è in una di queste che Nouvelle Cité ha stabilito la nuova sede. Anche a voler essere modesti, dobbiamo dire che il luogo è prestigioso. E ancor più invidiabile è la bellezza di questo ambiente naturale assolutamente integro. Si fatica a distogliere lo sguardo da un tale scenario, finché le simmetrie del grande fondale rappresentato dalla villa non aiutano a convergere al centro e a por mente a chi parla. Oltre ai direttori delle editrici sorelle, arrivati anche dalle due Americhe, è presente un nutrito drappello di rappresentanti della stampa francese, da Vincent Fauvel, segretario della Federazione della stampa cattolica, a Jean-Louis Schlegel del Sindacato nazionale editori, a librai e giornalisti di varie testate anche radiotelevisive, oltre ai responsabili per la Francia del Movimento dei focolari e allo stesso vescovo della diocesi di Evry mons.Michel Dubost. Nel complesso quasi 200 presenze qualificate, generose di apprezzamenti e di auspici, perché cinquant’anni rappresentano una bella tappa, ma distinguono anche un organismo nel pieno del suo vigore. I rappresentanti delle edizioni Città Nuova hanno prolungato di due giorni l’incontro attorno ad un tavolo di lavoro che, approfittando della presenza dei professori Giuseppe Maria Zanghì e Alba Sgariglia, responsabili del Centro studi del Movimento dei focolari, ha spaziato sul panorama della cultura odierna. Il sole e la pioggia che si sono alternati sono sembrati richiamare la storia di questa impresa, ha sottolineato Henri-Louis Roche, l’attuale direttore di Nouvelle cité. Le difficoltà e i sogni si sono alternati ai successi, ma, per citare una riflessione di Benedetto XVI, non serve aspettare per conoscere la gioia e la fatica del seguire Gesù Cristo.

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