«Non abituiamoci al fragore delle armi, alle immagini di guerra! La pace non è mero equilibrio di forze, è opera di cuori purificati, di chi vede nell’altro un fratello da custodire, non un nemico da abbattere. La Chiesa a Monaco è chiamata a dare testimonianza vivendo nella pace e nella benedizione di Dio: allora, carissimi, fate felici molti con la vostra fede, manifestando la gioia autentica, che non si vince per una scommessa, ma si condivide con la carità». Si è da poco concluso il viaggio apostolico di papa Leone XIV nel Principato di Monaco e le sue parole, pronunciate nell’omelia della S. Messa, varcano i confini del piccolo Stato per raggiungere i cuori di un’umanità smarrita che grida a Dio il suo bisogno di pace.
«Viviamo in un mondo che sembra andare sempre di fretta, smanioso di novità, cultore di una fluidità senza legami, segnato da un bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti: nelle mode, nell’aspetto, nelle relazioni, nelle idee e perfino in dimensioni della persona costitutive per la sua stessa identità», aveva detto poche ore prima incontrando i giovani e i catecumeni. «Ma ciò che dà solidità alla vita è l’amore: l’esperienza fondamentale dell’amore di Dio, prima di tutto, e poi, di riflesso, quella illuminante e sacra dell’amore vicendevole. E amarsi, se da una parte richiede apertura a crescere e dunque a cambiare, dall’altra esige fedeltà, costanza, disponibilità al sacrificio nella quotidianità. Solo così l’inquietudine trova pace – anche noi desideriamo la pace! – e si riempie il vuoto interiore…».
La pace, il dialogo, la ricerca dell’unità, sono il bisogno urgente del mondo e il fil rouge dei discorsi e dei viaggi apostolici di papa Leone XIV. La sua presenza in Turchia e in Libano lo scorso anno, in occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, è stata segno di comunione e di fraternità, espressione del desiderio di continuare a camminare insieme. Nei prossimi mesi papa Leone continuerà a viaggiare, pellegrino di speranza e di pace, in cammino con il passo di coloro che sono considerati “gli ultimi”. Dal 13 al 23 aprile sarà in Africa: sulle orme di sant’Agostino in Algeria; nella regione anglofona a nord del Camerun, dove da 10 anni è in corso una guerra civile; poi in Angola e Guinea Equatoriale.
Dal 6 al 12 giugno, si recherà in Spagna: sarà a Madrid e poi a Barcellona, per inaugurare la torre più alta della Sagrada Familia, proprio nel centesimo anniversario della morte di Antoni Gaudí, l’architetto che progettò la Basilica, dichiarato venerabile Servo di Dio lo scorso anno. Poi Leone XIV si sposterà da Barcellona all’arcipelago delle Canarie, terra che, per la sua posizione geografica è ponte tra continenti. Lì la Chiesa svolge il suo servizio pastorale in una realtà sociale complessa. L’arcipelago, infatti, è meta di turismo, ma è anche una delle principali rotte migratorie dall’Africa verso l’Europa e conta decine di migliaia di sbarchi ogni anno. La presenza del papa sarà un grande incoraggiamento per gli operatori pastorali impegnati ad accogliere e accompagnare i migranti che sbarcano nelle coste.
Nel mese di luglio riceverà la visita pastorale di papa Leone XIV anche l’isola di Lampedusa, luogo simbolo delle tragedie migratorie dove l’annuncio del Vangelo ha bisogno di essere accolto e vissuto con particolare intensità. Sempre in Italia, il papa celebrerà il primo anniversario dell’elezione, l’8 maggio, nel Santuario mariano di Pompei e poi andrà a Napoli. Alla fine del mese di maggio, sarà ad Acerra e a giugno a Pavia, nella Basilica in cui sono custodite le spoglie di sant’Agostino. Tornerà ad Assisi ad agosto e parteciperà al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli a Rimini.
Un’intensa attività pastorale che porterà il papa in contesti sociali ed ecclesiali diversi tra loro, ma accomunati dal bisogno di essere raggiunti dall’annuncio del Vangelo per comprendere, ancora una volta, che la pace, dono del Risorto, è frutto dell’impegno condiviso per la custodia del creato, per la costruzione di strutture che generino pari dignità tra le persone abbattendo i muri delle diseguaglianze. Ribadisce papa Leone XIV nell’esortazione apostolica Dilexit te: «Si tratta di amare Dio che regna nel mondo. Nella misura in cui Egli riuscirà a regnare tra di noi, la vita sociale sarà uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti. Dunque, tanto l’annuncio quanto l’esperienza cristiana tendono a provocare conseguenze sociali. Cerchiamo il suo Regno» (Dt, 97).
