Papa Francesco, la pace vinca sulla guerra

Nel tradizionale discorso dell'8 dicembre papa Francesco prega e piange per i popoli in guerra e per la speranza nel futuro
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«Vergine Immacolata, avrei voluto oggi portarti il ringraziamento del popolo ucraino, per la pace che da tempo chiediamo al Signore». La voce si ferma. Le lacrime di papa Francesco commuovono il mondo e parlano di una pace non ancora raggiunta, del dolore «dei bambini, degli anziani, dei padri e delle madri, dei giovani di quella terra martoriata», che attendono e sperano in una risoluzione del conflitto.

Nel giorno in cui si celebra la festa dell’Immacolata, il papa si reca a Piazza di Spagna per il tradizionale Atto di venerazione che quest’anno torna a svolgersi in forma pubblica dopo le limitazioni a causa della pandemia. Le molte corone di fiori deposte ai piedi dell’obelisco da parte di tante realtà cittadine «esprimono l’amore e la devozione per te, che vegli su tutti noi. E tu vedi e accogli anche quei fiori invisibili che sono tante invocazioni, tante suppliche silenziose, a volte soffocate, nascoste ma non per te, che sei Madre», dice papa Francesco.

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(Foto Cecilia Fabiano /LaPresse) Il papa commosso durante la cerimonia.

Fin dall’inizio dell’aggressione russa all’Ucraina il papa non ha mai smesso di affidare a Maria, al suo cuore di Madre, la preghiera per ottenere il dono della pace. Moltissime, in ogni occasione, le esortazioni del pontefice, gli appelli alle autorità, i tentativi diplomatici della Santa Sede volti al raggiungimento di una pace che per ora non sembra vicina. «La guerra in sé stessa è un errore e un orrore!», aveva detto nel corso dell’Angelus del 2 ottobre scorso, invocando ancora una volta l’«intercessione materna della Regina della pace» alla quale, il 25 marzo 2022, aveva affidato e consacrato la Russia e l’Ucraina.

Maria, segno di speranza e di consolazione, non è lontana dal popolo ucraino e da tutti i suoi figli che chiedono aiuto: «Noi tutti sappiamo che tu sei con loro e con tutti i sofferenti, così come fosti accanto alla croce del tuo Figlio», sottolinea papa Francesco. «Guardando a te, che sei senza peccato, possiamo continuare a credere e sperare che sull’odio vinca l’amore, sulla menzogna vinca la verità, sull’offesa vinca il perdono, sulla guerra vinca la pace».

Nella sua preghiera, il papa presenta all’Immacolata tutta l’umanità ferita, «le preoccupazioni delle famiglie, dei padri e delle madri che spesso fanno fatica a far quadrare i bilanci di casa, e affrontano giorno per giorno piccole e grandi sfide per andare avanti». Affida, in particolare, le giovani coppie chiedendo per loro il coraggio di guardare al futuro fidandosi della Provvidenza; parla dei giovani, con i loro sogni e le ansie, «aperti al futuro ma frenati da una cultura ricca di cose e povera di valori, satura di informazioni e carente nell’educare, suadente nell’illudere e spietata nel deludere»; prega per quei ragazzi che hanno particolarmente risentito dei problemi legati alla pandemia, affinché possano ritrovare la gioia della vita e il desiderio di volare alto.

A Maria il papa racconta anche le gioie e le speranze: «I sorrisi dei bambini, che imparano il tuo nome davanti a una tua immagine, in braccio alle mamme e alle nonne, e cominciano a conoscere che hanno anche una Mamma in Cielo»; esprime «la gratitudine degli anziani e dei vecchi: un grazie che fa tutt’uno con la loro vita, tessuto di ricordi, di gioie e di dolori, di traguardi che loro sanno bene di aver raggiunto con il tuo aiuto, tenendo la loro mano nella tua».

Frammenti di una realtà complessa, di una società che, forse oggi più di ieri, cammina tra gioie e dolori con passo incerto ma fiducioso, desiderosa di costruire un domani migliore. «Tu, dal Cielo in cui Dio ti ha accolta, vedi le cose della terra molto meglio di noi – dice papa Francesco – ma come Madre ascolti le nostre invocazioni per presentarle al tuo Figlio, al suo Cuore pieno di misericordia».

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