Pani e pesci, per ritrovare il senso della comunità

Ad Ascoli Piceno dal 2013 l’associazione B&F foundation promuove il microcredito con gruppi d’acquisto, di riuso, banca del tempo e vari progetti

Conta 50 soci nella provincia di Ascoli Piceno, la B&F foundation, l’associazione di promozione sociale che da 4 anni opera sul territorio portando avanti diverse iniziative.

L’ultima in ordine di tempo è “RImPRESA”, il progetto di acquisto e sostegno per le imprese colpite dal terremoto del Centro Italia nel 2016. B&F foundation è nata grazie a 13 persone di varie professioni, tra imprenditori, impiegati e insegnanti, e affonda le radici nel brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci. “B” ed “F”, infatti, stanno per bread (pane) e fish (pesce). Marco Ciccola, uno dei primi soci, racconta: «È un progetto nato dal confronto tra amici e famiglie che condividono gli stessi valori. Ci interessava andare a fondo nella problematica della mancanza di “credito” per superare il problema delle garanzie reali e approfondire la tematica di quanto si è in relazione con gli altri e di quello che si fa per gli altri». In un sistema economico attraversato dalla crisi, che ha come segno evidente il distacco tra mondo finanziario e produttivo, B&F foundation promuove e sostiene la nascita di una cooperativa finanziaria, costituita da un fondo sociale, che possa operare nel campo della microfinanza secondo i principi di un utilizzo trasparente, critico e responsabile del denaro, allo scopo di sostenere forme di imprenditoria solidale e di inserimento sociale. Gli interventi comuni, realizzati attraverso specifici progetti, sono: la creazione di gruppi d’acquisto e di riuso, la banca delle professioni e il turismo sociale.

I gruppi di acquisto. Tra le attività portate avanti da B&F foundation, hanno assunto una certa rilevanza i gruppi di acquisto. Oltre al progetto “RImPRESA”, portato avanti con associazioni quali Amu, Afn, Aipec e Abbraccio Planetario, nella zona ascolana l’associazione coordina l’attività del Gas (“gruppo di acquisto solidale” di prodotti di qualità, biologici e a Km 0). Attraverso un patto solidale, aziende agricole e distributori locali aderenti mantengono i prezzi di acquisto bassi per gli acquirenti del circuito. Un piccolo ricarico sugli stessi prezzi, accettato dalle parti, confluisce poi nel fondo di solidarietà della B&F foundation. Inoltre, in questi anni, l’associazione ha stipulato un accordo esclusivo con la Conad di via Mari ad Ascoli Piceno, grazie al quale con la Carta Conad Plus è possibile accumulare un contributo significativo per i più poveri della città, che viene convertito in beni di prima necessità da destinare all’Emporio della Carità e alla mensa Zarepta.

Dalla bottega del riuso al turismo solidale. È stato anche creato un vero e proprio “magazzino virtuale” di beni e,  utilizzando come strumento di collegamento WhatsApp, si riesce a far fronte alle urgenze materiali, a promuovere l’utilizzo responsabile dei beni e favorirne il riuso. In tal modo, in più occasioni si è potuto far fronte alle molte necessità della zona, tra cui quella di due famiglie che sono riuscite ad arredare casa con mobilio non usato in buono stato. Ma non c’è solo questo. All’interno dei progetti portati avanti dall’associazione di Ascoli Piceno si parla anche di turismo responsabile. È possibile, infatti, scegliere diverse sistemazioni sparse tra la costa adriatica, ma anche a Catania e Roma, che fanno parte del circuito della B & F foundation, per le proprie vacanze solidali. Una scelta che consente di conoscere luoghi e tradizioni locali, favorire i rapporti e le relazioni tra le persone e, per i soci, di dare parte del dovuto come contributo per le finalità dell’associazione.

Volontari organizzati. B&F foundation si è impegnata nel marzo 2015 nella realizzazione del convegno “L’amore vince la povertà. L’esperienza sociale di Chiara Lubich serva di Dio” insieme all’Associazione Amolamiacittà.

All’evento  aveva  preso  parte  anche la sociologa Vera Araùjo, che proprio in quell’occasione aveva auspicato la creazione di una rete tra associazioni operanti nel campo sociale. Da allora molto si è effettivamente realizzato in questa direzione. Da una prima collaborazione fra le associazioni del territorio, per la raccolta dei dati personali e l’implementazione di una base dati condivisa, si è passati alla costituzione, sempre nel 2015, di “ConVoiPiceno”, una conferenza permanente delle organizzazioni di volontariato e di promozione sociale a cui aderiscono, oltre a B&F foundation, anche Caritas e Croce rossa italiana.

Infine, ad oggi si attende la realizzazione di un Polo di Accoglienza e Solidarietà che vede B&F foundation collaborare con la diocesi locale e le associazioni che aderiscono a “ConVoiPiceno”, segno e promessa visibile di quella coesione sociale sul territorio cittadino e provinciale, che può dar vita ad azioni di inclusione e solidarietà, assistenza  e salute pubblica. Frutti che restano e che, crescendo, creano reti fra persone e comunità, travalicando i confini associativi.

 

Un paradigma economico nuovo e collaborativo

Il benessere di chi condivide veleggia per i mille rivoli della vita sociale ed economica. Cresce come i pani e i pesci messi insieme: il miracolo della ricchezza, infatti, sta nel mettere in comune ciò che ciascuno possiede. Il vero moltiplicatore è quello. Lo stiamo scoprendo oggi, che siamo all’alba di un nuovo paradigma economico, quello collaborativo, che crea beni comuni mediante la condivisione. Sì, perché quella modalità antica di governo del sociale, messa fuori gioco dall’accumulazione capitalistica, sta tornando in voga con l’infrastruttura sociale di Internet. Anzi, l’innovazione, che accresce il benessere di tutti, passa oggi dalla capacità di collaborazione. Ma è anche la soluzione possibile alle grandi sfide sociali. Un esempio è la lotta allo spreco alimentare. Sappiamo, infatti, che ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono buttati. Una quantità che potrebbe sfamare gli 800 milioni di denutriti nel mondo. Oggi, a differenza del passato, questo è possibile grazie alle reti sociali, a Internet. Basta un’app, o un programma di comunicazione della Rete digitale, perché ogni comunità possa sfamare i propri denutriti. La nuova infrastruttura comunicativa può creare quell’ambiente di persone che si rendono utili, che mettono in comune i loro beni, le necessità, le esperienze, i talenti. Siamo alla possibile alba di un’era in cui libertà e benessere tornano a declinarsi lungo il sentiero della comunità. E la generosità, oltre a una virtù, è anche premessa al funzionamento della società.

Gennaro Iorio

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