Panem et circenses

I Campionati europei di calcio visti dalla Polonia.
La Coppa degli Europei

Siamo ormai alle porte del quattordicesimo Campionato europeo di calcio, che si disputerà per la prima volta in Polonia e in Ucraina dall’8 giugno al 1° luglio. Il fatto di poter ospitare tale avvenimento è sentito in Polonia come un onore, ma almeno finora non sembra suscitare quell’entusiasmo che ci si potrebbe aspettare.
Dal punto di vista della competizione, infatti, la maggior parte dei polacchi non crede che la loro nazionale possa giocare in questo campionato un ruolo di primo piano.
Nonostante sia forse la più forte degli ultimi dieci anni, la si vede molto lontana dal livello calcistico di squadre come Spagna, Germania, Olanda e Inghilterra. Esistono naturalmente tifosi dall’ottimismo incrollabile, ma questi sono nettamente in minoranza.

Il motivo principale della mancanza di un diffuso entusiasmo è però da cercare altrove, soprattutto nella situazione politico-sociale. La Polonia sta infatti vivendo un periodo di forti tensioni interne.
La maggior parte dei polacchi è scontenta del modo in cui è governata. Delle promesse elettorali fatte dall’attuale premier nel 2007, quando prese la guida del governo, ne sono state realizzate meno di un terzo. I prezzi sono in continuo aumento: la benzina, i medicinali, le prestazioni mediche costano quasi quanto nei Paesi dell’Europa occidentale, mentre i guadagni sono almeno tre volte inferiori.

Chi poi verrà ai Campionati europei in automobile, è bene che si dimentichi, entrando in Polonia, le strade che ha lasciato dietro di sé. Nonostante le ingenti sovvenzioni date dall’Unione europea a questo scopo, ne sono state costruite, infatti, solo un quarto di quante dovevano essere pronte prima dell’inizio della competizione.
I media, in gran parte a servizio del governo, colpevolizzano l’opposizione, quando questa in effetti non ha molta voce in capitolo, dato che la Platforma Obywatelska, il partito al governo, col presidente della Repubblica Komorowski e il primo ministro Tusk, ha in mano completamente le redini del Paese.

Si attacca anche la Chiesa, sospettando che sostenga l’opposizione. È un grande malinteso. La Chiesa, infatti, non prende le parti di alcun partito politico. Difende e testimonia solo i valori cristiani. Ma se un partito, come quello governativo, sostiene l’aborto, la procreazione in vitro, i matrimoni omosessuali e cerca di limitare la libertà di parola ai cattolici, non c’è da meravigliarsi se tanti di essi stanno più dalla parte di chi rispetta maggiormente quei valori.
Cresce il numero dei cittadini che si rendono conto di essere manipolati e questo aumenta la sfiducia verso i media filogovernativi.
 
Ma ritorniamo ai Campionati europei.
Con l’aiuto della Uefa, sono stati costruiti quattro bellissimi stadi, che ospiteranno degnamente la competizione sportiva. 
Il governo conta molto su di essa. Spera che sia occasione per far dimenticare almeno un po’ i problemi esistenti. Questi però, come un pallone tenuto sott’acqua dalle emozioni dei Campionati, risaliranno subito in superficie una volta giocata la finale.
Gli antichi imperatori romani avevano capito che, per tenere sotto controllo il popolo, occorreva dargli panem et circenses, pane e divertimenti. Anche i governanti di qui vorrebbero utilizzare questi Campionati un po’ a questo scopo. Tanti polacchi l’hanno capito. Si sentono quindi onorati dal fatto che i Campionati si svolgano in Polonia, ma non si fanno entusiasmare troppo dall’avvenimento.
Se poi succedesse che la Nazionale polacca, con i suoi Lewandowski e Błaszczykowski, già vincitori col Borussia Dortmund del Campionato e della Coppa di Germania, col portiere Szczesny dell’Arsenal ed altri buoni giocatori, dovesse regalare pacevioli sorprese, l’entusiasmo potrebbe salire all’improvviso alle stelle anche fra coloro che di calcio non si interessano, perché importante è la Polonia, la patria amata e difesa dal suo popolo.

Non resta quindi che aspettare il fischio di inizio. Sarà proprio la Polonia a disputare la prima partita contro i campioni in carica della Grecia. In quell’occasione il nuovo stadio di Varsavia sarà forse pieno come un uovo.
Fin dal calcio d’esordio, tutti sperano, in ogni caso, che i Campionati si svolgano in un’atmosfera di sana competizione e contribuiscano a sviluppare rapporti di amicizia fra persone di popoli diversi, non sempre in pace e in armonia fra di loro.

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