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Italia > tendenze

Il panaro solidale di Napoli

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova

A Napoli, in pieno centro storico, da una finestra sono stati calati due panieri con la scritta “Chi può metta, chi non può prenda”, dentro c’è cibo e beni di prima necessità a disposizione dei più poveri e dei senza fissa dimora

Proprio vicino alla Chiesa del Gesù nuovo di Napoli, dove sono conservate le spoglie di San Giuseppe Moscati, si trova via di Santa Chiara e se si fa attenzione da uno dei balconi è possibile veder tirare su e giù tutto il giorno un panaro con su scritto: “Chi può metta, chi non può prenda”. A riempirlo sono Angelo Picone e Pina Andelora, già vicini al mondo del volontariato e che durante l’emergenza coronavirus hanno deciso, con un semplice gesto, di trasformare il centro di Napoli in un luogo di solidarietà.

«Quando hanno chiuso la mensa per i poveri di Piazza del Gesù – ci racconta Pina –, con me si è confidato Angelo, preoccupato di non avere più un luogo dove poter recuperare un pasto caldo e allora ho deciso di preparare un pranzo più abbondante e passarglielo tramite un panaro calato dal balcone». Poi sotto quello stesso balcone è passato anche Michele, con lo stesso bisogno di Angelo e con i giorni la voce si è diffusa ed è arrivata anche a Paolo e Mario, così Pina ha iniziato a cucinare per tutti loro. «L’appuntamento per il pranzo è alle ore 13.30 – continua a raccontarci Pina −, tutti in fila ordinata per mantenere la distanza di sicurezza, ognuno prende qualcosa, il giusto, perché il rispetto per il prossimo rimane la cosa più importante».

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Ma la voce si è sparsa anche tra gli altri cittadini ed è subito iniziata una catena di solidarietà. Nel paniere abbassato Pina e Angelo hanno iniziato a trovare pasta, passata di pomodoro, biscotti, pane e così via, la gente ha capito che qualcuno poteva averne bisogno così dopo la spesa, chi può e chi vuole, passa in via di santa Chiara per lasciare nel cestino qualcosa. «Non esagero se dico che dobbiamo tirare su il panaro pieno per svuotarlo più di 20 volte al giorno», continua a raccontarci Pina e nella sua voce si percepisce l’orgoglio per la sua città sempre pronta ad aiutare. Anche gli esercizi commerciali, molti dei quali obbligati a chiudere, hanno deciso di dare una mano. Alcuni ristoratori stanno fornendo i piatti monouso, un ristorante greco ha regalato yogurt in abbondanza, ma non solo, sulla sua pagina Facebook Pina si è rivolta a tutti: «Mario ha bisogno di un paio di scarpe numero 47» e ci conferma che sono riusciti a recuperarle. Un entusiasmo che si è presto diffuso, per questo tra i vicoli di Napoli non sarà difficile notare qua e là qualche cesto che scende da una finestra, se così fosse: “Chi può metta, chi non può prenda”.

Riproduzione riservata ©

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