In Punjab, provincia settentrionale del Pakistan, si è svolto a inizio febbraio il “Basant festival”, celebrazione di tre giorni che vede protagonisti gli aquiloni. «A Lahore sono tornati gli aquiloni”, titolavano i quotidiani locali riportando la decisione del Governo del Punjab, di tornare a celebrare il festival degli aquiloni dopo quasi 20 anni.
La festa era stata vietata nel 2007 per motivi di sicurezza personale (le corde rinforzate in ferro o vetro causavano ogni anno numerose vittime) e collettiva (spari e disordini). C’è chi sostiene che il vero motivo dello stop fosse di natura religiosa, in quanto festa legata al folklore indu, ma in realtà il gioco degli aquiloni, probabilmente di origine cinese, è diventato popolare nel sub-continente ancora ai tempi d’oro dell’impero islamico Mughal (o Moghul, 16°-18° secolo). È un’espressione, quindi, della cultura popolare che celebra l’arrivo della primavera.
In tutto il mondo, la passione di queste terre per gli aquiloni è diventata famosa per il libro di Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, dal quale era stato tratto da Marc Forester l’omonimo film. Intorno a metà febbraio, quando le giornate si allungano ad annunciare la nuova stagione, il cielo si riempie di aquiloni delle più varie fatture e colori, la musica riempie l’aria e si confonde con le grida di gioia e di incitamento che si rincorrono sui tetti. E sono proprio i tetti a terrazzo, tipici delle case locali, teatro delle esibizioni che diventano gare, un vero sport. Il filo che tiene e guida l’aquilone è rinforzato con lana di ferro e l’abilità del giocatore sta nell’incrociare un altro aquilone e, tagliando il suo filo, riuscire a catturarlo. Ed è proprio qui che si nasconde l’insidia, soprattutto per ragazzi e bambini che, imperterriti con il naso all’insù seguono il loro simbolo e, purtroppo, a volte cadono dal tetto. O, se per strada, rischiano gravi incidenti. Ogni anno un angosciante numero di vittime pagava il suo tributo. Da qui la sospensione durata ben 19 anni.

Celebrazioni del Basant con il volo degli aquiloni a Lahore, Pakistan. Credit: ANSA/EPA/A. Hussain.
La vivace celebrazione, nota per le battaglie in volo, la musica, la danza, gli spettacoli colorati, quest’anno ha fatto un ritorno trionfale con la città di Lahore in prima linea nei festeggiamenti, registrando un record di spese. La cifra spesa solo nei primi due giorni è sorprendente: un totale di 320 milioni di rupie pakistane (circa 1.150.000 dollari). Sono stati venduti a Lahore oltre 600 mila aquiloni. Per l’occasione il governo del Punjab ha aveva implementato le già rigide norme di sicurezza per garantire un’esperienza divertente e sicura.
Parlando con AsiaNews, Rojar Randhawa, attivista sociale, ha affermato: «Il Basant Festival a Lahore ha davvero riportato colori, gioia e spirito culturale nella nostra città. Le celebrazioni riflettono speranza, armonia e divertimento responsabile. È stata una mossa coraggiosa e ammirevole da parte del governo del Punjab», sottolineando che sta ai cittadini celebrare in modo legale e responsabile, garantendo la protezione della vita umana, degli uccelli e dei beni pubblici.
Kashif Aslam concorda: «L’intero Punjab ha bisogno di festival come questo, perché la gente è piena di frustrazioni e solo gli eventi sociali possono cancellarle». Basant è «simbolo di convivenza e armonia», ha aggiunto. «Questa nazione aveva quasi dimenticato cosa significasse respirare liberamente come Stato sovrano. Iniziative come queste ravvivano la nostra fiducia collettiva e ribadiscono che siamo una nazione libera con un’identità distinta».
Invece, il 6 febbraio c’è stato a Islamabad, la capitale del Pakistan, un grave attentato contro una moschea sciita e il mega spettacolo finale del Basant festival di Lahore è stato annullato. Il 27 febbraio, poi, è scoppiata la guerra fra Pakistan e Afghanistan. E il giorno dopo c’è stato l’attacco di Israele e Stati Uniti al vicino Iran. Adesso in tutta la regione non volano più aquiloni ma droni, missili e aerei da guerra. I ragazzi e le famiglie di Lahore continuano a sperare di veder volare gli aquiloni. E un giorno voleranno ancora.
