Outlander – L’ultimo vichingo

Da tempo non uscivano film sui vichinghi, navigatori e guerrieri primitivi temibili, circondati dall’alone della mitologia norrena. Il regista Howard McCain ne ha provato il fascino sin da giovane, da quando lesse Beowulf, il più antico poema in lingua inglese, che racconta di una lotta contro un essere mostruoso.

 

Quando si è pensato di portarlo nel cinema, si è sentita la necessità di farlo rientrare in categorie acquisite dai giovani di oggi. È stato così che si è attribuita al mostro una provenienza spaziale, sulla scia di quello di Alien, e si è tentata la mescolanza di generi diversi, quello storico-mitico e quello fantascientifico.

Nell’807 d.C., in Norvegia, un extraterrestre cade per un’avaria dell’astronave, che ha trasportato, a sua insaputa, una creatura spaventosa. Egli, dopo il suo incontro, non facile, con una tribù locale, combatte insieme ad essa contro la bestia minacciosa. Il tono della narrazione è fiabesco, anche se non mancano scene impressionanti, e ricorda quello de Il signore degli anelli.

L’elemento centrale del racconto è lo spirito collettivo di difesa contro il pericolo inatteso, che l’alieno riesce a coordinare, forte della sua esperienza. Egli è uno straniero affascinante, misterioso, punta sulla responsabilità personale e infonde sicurezza. Notevoli i suoi accenni alla vita precedente su un altro pianeta, capaci di far luce, anche, sull’origine del mostro.

La raffigurazione di quest’ultimo, un perfezionamento di modelli usati in vari film precedenti, ingenera sgomento, perché alle forme bestiali unisce furbizia maligna e intenti vendicativi. La lotta contro di esso può simboleggiare l’emancipazione di un gruppo sociale da abitudini perverse radicate e la conquista di un miglior uso della ragione. Grazie alla generosità dei combattenti e anche a questa possibile interpretazione significativa, Outlander è un’opportunità di evasione fantastica.

 

Regia di Howard McCain; con James Caviezel, Sophia Myles, Jack Huston, Ron Perlman, John Hurt.

 

Commissione nazionale valutazione film: consigliabile, semplice.

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