Ossigeno civile a Napoli

Qualcuno la dà già per agonizzante, ma Napoli, se osservata da vicino, senza stereotipi, mostra anche innegabili ricchezze dentro il suo tessuto: piccole, attive molecole di ossigeno civile. È da qui che, per la sua vitale genialità, caratteristica che la distingue da ogni altra città, Napoli potrà trarre la forza di risollevarsi. Qualcuno ha scelto la rete di Internet per lanciare a 360 gradi i propri stimoli. A cominciare da quello (www.paolinoavella.it) voluto dai genitori di Paolino Avella, ragazzo ucciso per un motorino, che si presenta così: Questo sito non vuole essere solo celebrazione della memoria, ma stimolo continuo nei campi del vivere civile che ci sono più vicini: la legalità, la solidarietà e l’amicizia. Sulla stessa onda si muove www.napolilegalita.it: è il sito di una associazione di associazioni, una rete per reagire assieme. Si punta sulla formazione civica, proprio a Forcella, quartiere a rischio, come decisa risposta ai delitti di camorra di cui Annalisa Durante, una ragazza di 14 anni uccisa per caso durante una faida, è diventata simbolo. Il Comune (www.comune.napoli.it) non è da meno e pubblica l’albo comunale a cui si possono iscrivere organizzazioni del terzo settore per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata . Spicca, affidata a Giuseppe Gambale, una delega nuova ed interessante: Educazione, Trasparenza, Legalità. Torna la sinergia tra legalità e formazione. Abbiamo sentito suggerire da più parti di mandare l’esercito: una barzelletta alle nostre orecchie è stato il commento dei napoletani. I precedenti, quali i Vespri siciliani a Palermo dopo i delitti Falcone e Borsellino, dimostrano che l’intervento delle forze armate rimane un episodio incapace di dar vita a frutti duraturi. Meglio un maestro che cento soldati. Rafforzare le maglie della sicurezza locale può servire a rassicurare i cittadini, ma vincere la camorra è un’altra storia. Don Puglisi, a Palermo, con la sua scuola era diventato un vero pericolo, ed in questa scelta è stato lasciato solo: per questo è stato ucciso. La massima sconfitta per le organizzazioni mafiose è la nascita di persone emancipate. La strategia vincente, allora, è ancora una volta quella di puntare sulla società, sulla partecipazione, sulla scuola come luogo principe in cui investire presenza e denaro.

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