Ontologie formali e paradigma trinitario. Alla ricerca di un linguaggio base per esprimere uno specifico pattern di relazionalità dinamica

Il dialogo inter- e transdisciplinare  richiede nuovi metodi e nuovi strumenti. L’identificazione di forme di relazionalità tipiche di un’ontologia trinitaria, e la loro estrinsecazione per mezzo di un linguaggio formale, potrebbero essere i primi passi per sviluppare una “lente concettuale” che permetta di mettere a fuoco e confrontare analoghi pattern di relazionalità in vari ambiti di ricerca. Nella sua prima parte, l’articolo presenta l’ontologia formale come spazio neutro, atto alla mediazione fra discipline scientifiche, da una parte, e discipline umanistiche, dall’altra. Prosegue descrivendo un sistema assiomatico particolare, per esprimere in un linguaggio formale e non-ambiguo il pattern di relazionalità dinamica che si coglie nei fondamenti ontologici del “carisma dell’unità” di Chiara Lubich. L’articolo si conclude facendo intuire, attraverso alcuni esempi specifici, come tale sistema formale dinamico e aperto (DIT) possa essere utilizzato nell’evidenziare pattern di relazionalità comuni alle varie discipline.
Premessa
 

Prima di iniziare, sarà opportuno fare alcune precisazioni di natura generale, per contestualizzare quanto segue e facilitarne la comprensione. Innanzitutto, assicuriamo che in questa presentazione non si tratta di voler esportare un modello da un ambito ad un altro (ad esempio, applicare un “modello” trinitario in una data scienza). Il nostro sforzo sarà piuttosto quello di offrire uno spazio concettuale ed un linguaggio base utili per esprimere in modo oggettivo i fondamenti di vari ambiti di conoscenza, compreso quello fi losofi co/teologico. Si va dunque ai fondamenti, e l’ambito in cui ci muoviamo sarà quella dell’ontologia formale. 

Se è vero che nell’affacciarci al dialogo interdisciplinare occorre cercare uno spazio concettuale adatto ad una fertile comunicazione che non generi forme di riduzionismo, è nostra convinzione che l’ontologia formale può offrire un tale spazio. Ancora, l’identifi cazione di forme di relazionalità tipiche di un’ontologia trinitaria e la loro estrinsecazione per mezzo di un linguaggio formale forniscono una specie di “lente concettuale”, che permette di mettere a fuoco e confrontare analoghi pattern di relazionalità in vari ambiti di ricerca.

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