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Ambiente > Milano

Obama e l’ambiente

di Silvano Gianti

- Fonte: Città Nuova

Tanti impegni per l’ex presidente Usa, che “studia” da formatore di leader. L’incontro con Renzi e con… Leonardo Da Vinci

 

AP Photo/Luca Bruno

Ecco la due-giorni intensi, in una città blindata. Con strade vietate alle auto e ai pedoni, ingorghi e caos, fino al pomeriggio di ieri. Ma ora «è finita»: la frase accompagnata da un sospiro di sollievo è pronunciata alla partenza dal capoluogo lombardo di Barack Obama, da un operatore che ha seguito per lavoro la due giorni dell’ospite americano.

Si ritirano le unità cinofile, rientrano gli artificieri e i tiratori scelti che avevano presidiato i punti nevralgici della città e lungo i percorsi effettuati dall’ex presidente degli Usa.

Due giorni intensi per Obama e Michelle, con appuntamenti politici di rilievo, accordi importanti. E ancora le visite culturali tutte svolte tra un gran bagno di folla, dalla Biblioteca Ambrosiana al Duomo. E per finire al Cenacolo in Santa Maria delle Grazie e la frase meravigliata e un po’ banale di Obama: «Leonardo era un genio, questo è un capolavoro straordinario».

E poi i momenti ufficiali, quello al Park Hyatt, dove ha incontrato il segretario del Pd Renzi, la riunione e la cena a Palazzo dopo la visita al Cenacolo Vinciano nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, dove ha ricevuto la visita del prefetto Lamorgese e del questore Cardona e dei comandanti provinciali dei Carabinieri, La Gala, e della Guardia di Finanza, Calenda.

E poi al Polo fieristico di Rho-Pero. Lì è avvenuta, da parte del sindaco Sala, la consegna delle chiavi della città, nel corso di un incontro a porte chiuse. Vi hanno partecipato, oltre al sindaco, rappresentanti delle istituzioni e dell’imprenditoria: «Un uomo che ha cambiato la storia. Un onore per me e per tutta Milano – scrive il sindaco Sala su Facebook –. È stato emozionante, grande gioia da parte mia ma anche da parte di tutti. L’augurio è che, adesso che Obama è un vero milanese, ritorni». Al termine della cerimonia  Obama si è passato al padiglione della Fiera, quello del cibo sostenibile Seeds&Chips dove ha tenuto l’atteso discorso.

«La tecnologia – ha detto –  sta facendo diminuire la quantità di manodopera in vari settori, anche in quelli manageriali, e questo diventerà un problema enorme nel mondo avanzato». E ancora: «A Parigi, con Matteo, abbiamo aiutato a portare il mondo a un accordo molto significativo sul clima», ricordando l’intesa con Renzi.

L’ex presidente ha rivendicato quanto ha fatto per l’ambiente e per l’energia pulita negli otto anni del suo mandato, e ha  ammonito che si tratta di una delle “priorità principali” per tutti.

«Definirà i contorni del secolo più drammaticamente di ogni altra questione e ha aggiunto, perché tutti i Paesi “grandi e  piccoli” ne saranno colpiti», ha affermato. Poi ha detto che ora il suo impegno, prioritario è quello di «formare la prossima generazione di leader nel mondo», un tema di cui ha discusso anche con Matteo Renzi, per «creare una rete efficiente di attivisti globali. Ad ascoltare il suo discorso oltre agli amministratori c’era tutto il gotha della società che conta della politica, dell’industria e delle istituzioni.

 

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