Oasis

Lee Chang-dong è un coreano controcorrente e in Oasis descrive, con introspezione orientale, la bellezza interiore di due giovani, handicappati in modi diversi, contrapponendola alle loro difficoltà nell’organizzarsi e nel farsi capire. Di essi evidenzia, in modo originale, la sensibilità fuori del comune, la bontà d’animo e la genuinità del fiorire della simpatia reciproca e dell’amore. Il film, vincitore di un riconoscimento all’ultimo festival di Venezia, si snoda in tempi narrativi lenti, alternando la tenerezza delle intuizioni al realismo della violenza morale. Quanto prende vita nei loro animi non viene minimamente percepito dai parenti, che non accettano la loro diversità, incupiti da un egoismo perbenista e intollerante. La caratteristica luminosa dei due è, invece, la libertà spirituale, per rappresentare la quale il regista ricorre alle immagini, candide e poetiche, di una colomba e di farfalle volteggianti nella camera in cui si materializzano i riflessi dello specchio maneggiato dalla ragazza. E la giocosità del loro amore evoca una danza indiana, festosa e variopinta, di personaggi usciti da un arazzo appeso alla parete. Mentre la creatività che anima il loro rapporto fuori da ogni schema spinge il ragazzo a ballare con lei fra le braccia proprio nel mezzo di una autostrada, bloccata dal traffico, sullo sfondo delle luci della metropoli notturna. Persone come noi: questo ci ricordano scene toccanti, in cui lei ci appare nelle sembianze di una bella ragazza normale, proprio come lui ha imparato a considerarla, puntando sulle sue qualità nascoste. Il film, che pone in maniera discreta anche la questione della sessualità negli handicappati, insieme a quella del loro spazio nella società, non può lasciare indifferenti e favorisce una rinnovata apertura nei loro confronti. Regia di Lee Chang-dong; con Sol Kyung-gu, Moon So-ri. Valutazione della Commissione nazionale film: Good Bye, Lenin!: accettabile, brillante (prev.); Tutto o niente: accettabile, problematico (prev.); Ararat: accettabile, realistico (prev.); Oasis: accettabile, problematico, dibattiti.

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