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Persona e famiglia > Famiglia

O condividiamo o scompariamo

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova

Ce lo dice la crisi economica, ce lo dicono le tensioni politiche, ce lo dicono le difficoltà delle famiglie a stare assieme, ce lo dicono le tensioni nel mondo del lavoro.

Logo del “Progetto Italia”

Gli anni del dopoguerra hanno vissuto di una serie di novità: la 500 e la 600, la televisione, gli aerei e ora i mezzi digitali: telefonino, computer, iPad, smartphone. Tutti questi mezzi facilitano le comunicazioni, usando delle reti. Se la 500 ci permetteva di avanzare nella rete viaria, la televisione usava le interconnessioni dei ponti radio; l'Airbus ci fa solcare il reticolo delle rotte aeree mentre lo smartphone ci permette di avanzare nella rete informatica. Tutti strumenti che contraggono sia il tempo che lo spazio, cambiano il mondo nel quale abitiamo.
Ma hanno cambiato e cambiano anche la persona umana? Sono lo stesso uomo e la stessa donna che salivano sulla 500 per provare l'ebbrezza della velocità, quelli che guardavano Lascia o raddoppia, che scendevano dall'aereo a Parigi come fino a qualche mese prima scendevano dal treno a Rimini e quelli che vanno in crisi se non ricevono per qualche minuto le mail sul Blackberry?
Stiamo cambiando, basti pensare ai ragazzetti che sguazzano negli infiniti canali di Internet, mentre gli adulti fanno fatica a capire cos'è un ipertesto. Ma questi cambiamenti non avvengono da sé e creano problemi tra generazioni, gravi problemi educativi, al punto che bisogna cambiare anche il quadro nel quale pensare e agire.
 
In un recente seminario all'Istituto Universitario So-phia di Loppiano, nel Valdarno, s'è discusso di uno di questi possibili quadri di riferimento per il Nuovo Millennio. S'è parlato di "ontologia trinitaria". Che roba è? “Ontologia” è lo studio dell'essere, “trinitaria” è l'aggettivo del Dio cristiano. Ma la discussione non è stata solo filosofica o teologica, come ci s'aspetterebbe: s'è discusso di economia e politica, media e arte.
S’è intuito che quest’espressione – apparentemente astrusa, ma che in realtà è studiata già da 2000 anni –nasconde un quadro interpretativo che può aiutare a dare senso anche alla complessità delle relazioni creata da auto e aereo, televisione e smartphone. Spiegando anche la responsabilità che è necessaria per gestire un mondo cambiato.
È il quadro nel quale Città Nuova vuole muoversi per aiutare ragazzi e adulti ad utilizzare con consapevolezza lo strumento smartphone, per capire l’immigrazione dei musulmani, per risolvere il rebus della crisi economica, per capire Afghanistan e Gaza, Cina e India. E così via. Perché il Dio cristiano così originale, uno e trino, ci suggerisce come vivere nelle complesse società di oggi in cui la condivisione a tutti i livelli è non solo utile ma necessaria. In cui non ci sono scorciatoie, ma solo reti da abitare insieme. O condividiamo o scompariamo: ce lo dice la crisi economica, ce lo dicono le tensioni politiche, ce lo dicono le difficoltà delle famiglie a stare assieme, ce lo dicono le tensioni nel mondo del lavoro. O condividiamo nella giustizia e nella fiducia reciproca, o scompariamo.
A pag. 17, in alto a destra, troverete un piccolo logo, un’Italia stilizzata: “Progetto Italia”. È un logo che riapparirà qua e là nei prossimi numeri, indicando iniziative di carattere nazionale promosse dalla corrente spirituale e culturale che viene dai Focolari, in collaborazione con altre forze vive presenti nel Paese. Questa volta, ad esempio, si sottolinea l’importanza di una iniziativa per cambiare la legge elettorale: EleggiAMO l’Italia, si chiama.
“Progetto Italia” è frutto della condivisione di tanta gente di buona volontà, come i nostri lettori.

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