Nuvole per S. Valentino

…tra poco ci sposeremo, ma ci spaventano le nostre diversità; anche l’organizzarci per la festa di San Valentino è stato motivo di contrasto…. Laura e Luca – Napoli Grazie per la vostra lunga lettera, dalla quale emerge chiaramente che avete i presupposti giusti per affrontare una vita di coppia, perché vi accomunano tanti valori e vi lega un amore sincero; siete però spaventati dalla diversità che emerge di fronte alle scelte quotidiane. Ciò che è diverso da noi a volte viene percepito come una minaccia per la nostra identità personale; tanti amori, nati con le più nobili premesse, di fronte alle diversità si sgretolano. Un passaggio delicato per ogni coppia è saper trasformare il naturale e istintivo desiderio di fusione totale in una comunione nella differenziazione. Bisogna accogliere l’altro così com’è per integrarlo nel nostro mondo, ascoltando con attenzione le sue motivazioni, rispettando e valorizzando i suoi punti di vista. Non basta rispettare la sua diversità; occorre integrarla nel nostro mondo affettivo e usarla come una seconda penna per scrivere il percorso della vita secondo una trama che un solo pensiero non sarebbe mai riuscito ad escogitare. Si tratta di convincersi che la nostra vita a due diventerà enormemente più ricca, se cammineremo insieme cercando di integrare le nostre diverse visioni della vita. Possiamo così pian piano arrivare a gioire per queste diversità, anche se a volte sarà laborioso trovare delle soluzioni comuni che soddisfino entrambi. Vivere così, e lo abbiamo sperimentato in tanti, ci dona una libertà nuova, ci allontana da quel desiderio rischioso, non sempre consapevole, di possedere l’altro per farne quasi una copia di noi stessi e ci fa penetrare più profondamente nelle sue radici culturali e spirituali. È un imparare a contemplare l’invisibile di chi ci vive accanto, è un rispetto che diventa ammirazione, segreto stupore. Scrive la filosofa L. Irigary con una frase efficace: Ammirare ancora e ancora senza fermarci mai.Volgere la prua continuamente verso l’inedito dell’altro quale essere mai afferrabile, ponibile, identificabile(1). Queste parole sottolineano l’urgenza di fare della vita a due una continua ricerca, senza dare mai niente per scontato, senza stazionare in pregiudizi o presunte conoscenze dell’altro (Ormai lo conosco, non c’è niente da fare! ); sempre, anche nei momenti più duri, anche sotto le più oscure apparenze, potremo riscoprire in lui qualità nascoste, risvegliare nel suo cuore, e anche nel nostro, potenzialità che credevamo scomparse. Solo questa continua ricerca potrà aiutarci a costruire tra noi una vera comunione in cui anche le nostre singole persone possono trovare la loro piena realizzazione. Spaziofamiglia@cittanuova.it (1) L. Irigary. Etica della differenza sessuale, Feltrinelli, 1985, pag. 66.

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