A nostra Immagine, la scultura in terracotta del Rinascimento

A nostra Immagine, è il titolo di una eccezionale rassegna a Padova sulla scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio.
Archivio

Adesso che i musei riaprono, non si può perdere la mostra al Museo Diocesano padovano. La rassegna infatti sull’arte in terracotta del secolo XV è una di quelle che gettano uno sguardo su un’espressione considerata come sorella minore, troppo spesso, delle  altre.

La terracotta non ha la nobiltà, così pare, del marmo e del bronzo. Eppure chiese e cappelle per tutto il Settentrione italiano nell’età rinascimentale si sono dotate di schiere di santi, Madonne col bambino, Pietà, Compianti, altari grandiosi in materiale fittile.

Ci ha lavorato Donatello, il fiorentino diventato padovano negli anni Quaranta del ‘400, lui, l’autore del bronzo equestre del Gattamelata di fronte alla basilica di S. Antonio, dell’altare bronzeo dentro la medesima chiesa. Lo scultore teneva una bottega, da cui uscivano capolavori come la Madonna della mela (Firenze, Museo Bandini), la Madonna Vettori (Parigi, Louvre) stupenda terracotta  dipinta.

Le Madonne di Donatello sono una teoria di volti nobili, classici, di affetti contenuti ma veri.  Ispireranno schiere di artisti padani che faranno dell’arte fittile un autentico messaggio confidenziale del divino presso gli uomini, con Compianti dove si piange davvero, Madonne in trono che sono autentiche madri di famiglia, vicine alla gente, anzi uguali alla gente comune. Molto materiale è andato disperso o distrutto –  Padova è stata bombardata duramente –, ma rimangono ancora opere che parlano a sufficienza  di una espansione- esplosione della terracotta nel Veneto e non solo.

Vengono in evidenza artisti finora poco noti, come Giovanni de Fondulis da Crema (territorio veneziano all’epoca) ma a Padova dal 1468. È un autore che unisce delicatezza ad energia come nella Madonna col Bambino a Vicenza (Santuario Monte Berico),nel Battesimo di Cristo (Bassano del Grappa, unica opera documentata, 1475), nel Cristo Risorto dei  Musei Civici padovani o nella Madonna del monastero della Visitazione. Uno scultore da riscoprire, che appartiene alla fase di sviluppo post-donatellesco che investe il Veneto e la città patavina. Fino alle opere di Andrea Briosco detto Riccio(1470-1532), la cui Madonna col bambino dorata, bella e classica, è immagine di maternità divina perfetta.  A dire quanta bellezza di luce, calore e sentimento traspaia da questa terracotta ora al P. Getty Museum di Los Angeles.

Non si finirebbe più di ammirare la religiosità naturale, immediata e nobile di queste opere. Un Rinascimento umbratile, nascosto forse, ma che merita oggi di venir messo in luce a dire una stagione memorabile dell’arte italiana e della civiltà cristiana.

 

Fino al 6/6 (catalogo Scripta edizioni)  museodiocesanopadova.it

 

Leggi anche

I più letti della settimana

Altri articoli

Simple Share Buttons