Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > generazioni

Nonni patrimonio dell’umanità

di Angela Mammana

- Fonte: Città Nuova

“Probabilmente due delle esperienze più soddisfacenti della vita sono essere nipote o essere nonno” afferma Donald A. Norberg

Se chiudo gli occhi sento ancora i suoi racconti e la sua voce, quel suono che non vorrei dimenticare. Nonna Angela detta Lina oggi, 19 Marzo 2019, compierebbe 93 anni.
Chissà se anche in Cielo vuole mettersi il suo vestito elegante, la sua sciarpetta al collo e quel filo di rossetto rosso.  I nonni, testimoni narranti della storia familiare, diventano lo strumento per connetterci al tempo storico, ai vissuti, ci focalizzano nel presente ricollocandolo tra passato e futuro.

Vorrei condividere qualche sfumatura di questa grande donna semplice che mi ha accompagnata con amore da vicino e da lontano per 37 anni. Non solo perché è stata un dono nella mia vita, ma anche perché come lei anche tanti possono riconoscere la potenza del silenzioso amore domestico, della funzione dei nonni, del prendersi cura dei piccoli in un’altra fase della vita (ormai consolidata).
Nonna Lina è cresciuta nel primo dopoguerra sapeva cosa vuol dire non buttare nulla. Donna all’avanguardia per quei tempi, studia, si diploma al magistrale e inizia subito a lavorare girando i paeselli più sperduti dei monti Nebrodi.

Tra le colline che percorreva in groppa ad un mulo, viene conquistata da un giovane allegro e dinamico:  nonno Gigetto. Dopo feste e nascite, gioie e dolori, resta vedova giovanissima a cinquant’anni e cresce cinque figli da sola, si districa tra l’ insegnamento a scuola, la casa e i debiti per gli immobili acquistati (prima della malattia del nonno) per dare un futuro ai figli.
A volte mi raccontava quegli anni, la sua forza, la sua fede “nu signuruzzu” che l’ha sempre aiutata. La sua resilienza era un esempio per me, oggi, quando c’è una difficoltà mi ricordo di quella forza che mi entrava nella pelle.

Mi chiedo cosa direbbe e cosa farebbe in alcune circostanze. Lei capofamiglia, matriarca con a seguito tre donne (le figlie, mie zie), rappresentava una piccola comunità calda e affiatata, giocosa e coesa.

Lei negli ultimi anni, seduta su quella poltrona col plaid sulle gambe e la stufa attaccata quasi fino a bruciarsi, anche con qualche momento di “assenza”, con buchi di memoria, era sempre quel porto sicuro; un abbraccio caldo. Nonna: sguardo profondo di un colore indefinibile, profumo di cose buone e di panini al prosciutto.

Notti condivise con la paura dei ladri, i nostri segreti di pulcinella, le preghiere e le tante risate con lo zio Peppe. La sua  attenzione era sempre rivolta a chi aveva “bisogno” dentro e fuori la famiglia, dai figli (come la salute di mio padre) alle scuole in Africa. Ricordava spesso i tempi in cui aveva una sola gonna e amava l’eleganza e la bellezza, portava avanti valori e voleva essere “moderna”, dicesa sempre la sua “verità”, a volte anche troppa. Mi guardo allo specchio e trovo in me sfumature di lei, pregi e difetti, ricordi che spingono lacrime di gratitudine. I nonni per natura non sono eterni e anche quando ci avranno salutato possono vivere in noi.
Grazie Nonna, grazie nonni, che rendete questo mondo (un po’) migliore!

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876