Nonna Boutique, il progetto di Salvamamme in aiuto delle nonne

Nonna Boutique è il nuovo progetto dell’Associazione Salvamamme per donare abiti e accessori nuovi e di qualità alle signore anziane che percepiscono la pensione sociale
Foto Nonna Boutique

«C’è la comunione di mio nipote ma non ho un bel vestito da mettere, ho un’amica che fa 50 anni di matrimonio e mi mancano le scarpe o ancora, mia nipote si sposa ma io ho la pensione minima e non so come fare, avete qualche cosa per me?», quando le richieste che arrivavano al telefono di Maria Grazia Passeri, presidente dell’associazione Salvamamme, hanno iniziato a moltiplicarsi, è nata l’idea del progetto sperimentale “Nonna boutique”, patrocinato dal Municipio Roma XI.

Due abiti all’anno, biancheria, calzature e accessori compresi, verranno donati a cento signore con la pensione minima. Per un evento o semplicemente per la voglia di indossare qualcosa di nuovo e di bello, il progetto Nonna Boutique ha come primo obiettivo quello di restituire dignità alle signore anziane che investono gran parte della “piccola” pensione nei generi essenziali.

Un po’ di tempo fa – ci racconta Grazia Passeri – mi ha contattato una nonna di 87 anni che aveva bisogno di un vestito nuovo da indossare per il battesimo di un pronipote. Sopraffatti dall’emergenza della guerra, abbiamo chiesto alla signora di aspettare per il suo vestito “buono” e lei, autoironicamente, ci ha risposto «tutto questo tempo per aspettare non ce l’ho, io la guerra la faccio da quando sono nata».

Per chi deve vivere con la pensione minima ed affrontare le spese quotidiane è quasi impossibile pensare di potersi concedere uno sfizio, «tra le cure mediche, le bollette, il cibo, gli aiuti ai figli e magari un piccolo regalo ai nipoti – continua la Presidente dell’Associazione – alle nonne non rimane più niente, Nonna Boutique nasce per dare loro una piccola felicità».

Borse, vestiti di qualità e scarpe comode, quest’ultime fornite dalle Boutique Romane site in Via Appia nuova e Via Ottaviano del Brand Internazionale Primadonna Collection, tutto quello che viene donato deve essere perfetto e di prima qualità.

Molti abiti arrivano dai privati, altri da negozi o grandi aziende, grazie al coinvolgimento di Jo Squillo, ad esempio, sono in arrivo capi firmati Elena Mirò.

Ad accogliere le signore, su appuntamento, ci sono i volontari e tra loro c’è anche Annalisa Di Piero, che nella vita fa la costumista e la stilista, che aiuterà le signore nella scelta dell’outfit più adatto all’evento.

«Il progetto è in fase sperimentale – conclude Grazia Passeri – ma piace moltissimo, per questo a settembre lo allargheremo anche agli uomini, inoltre siamo alla ricerca di un autonegozio per organizzare la consegna dei capi in tutta Roma e riuscire ad arrivare anche nelle periferie».

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