Non li sai educare!

“Da quando sono nati i nostri due bambini, i motivi per discutere sono diventati più frequenti. Tra noi ci sono spesso tensioni sommerse, malintesi e litigi, causati in genere da due modi di fare diversi coi figli. Alle volte mi viene la tentazione di mollare tutto… Come possiamo ristabilire il rapporto di stima e di amore che c’era prima e trovare un modello educativo comune?”. F. N. – Ancona A chi non è capitato davanti ad un difetto o a un modo di fare del proprio partner, di dire basta. Il rapporto di coppia scivola nell’indifferenza. Alle volte ci balena persino l’idea che forse ci siamo sbagliati nello sceglierci… Invece, basterebbe il coraggio di non fermarsi davanti ai primi ostacoli e lottare. Infatti, proprio quando siamo nel buio di quei momenti difficili, abbiamo la possibilità di far nascere qualcosa di nuovo nel nostro rapporto e dargli nuova vita. Così è stato per Alessia e Federico, una giovane coppia di sposi alle prese con la nascita della prima figlia: “Finalmente dopo nove mesi è nata Miriam – scrivono. – Dopo l’entusiasmo iniziale sono arrivate le difficoltà. Ad esempio, avevamo due modi diversi nell’affrontare i pianti della piccola. Alessia, di carattere apprensivo, era sempre alla ricerca di malattie, mentre io all’opposto mi preoccupavo che la bambina non venisse viziata. Le nostre diversissime esperienze familiari precedenti ci influenzavano. Abbiamo dovuto cercare una nuova intesa. Solo con un ascolto reciproco e con un amore concreto siamo riusciti a stabilizzare il nostro rapporto”. Spesso il disaccordo è generato e acuito dalla mancanza di tempo per chiarirsi. Allora, occorre far anche l’impossibile per ricavarsi un momento in cui confrontarsi. In genere parlando tutto si dissolve come un fantasma: se si cerca di essere eroicamente staccati dalle proprie idee e liberi dai pregiudizi, torna l’armonia desiderata e arriva la luce per capire come comportarsi con i bambini. Non sarà né la permissività di uno, né la rigorosità dell’altro, ma il contributo d’amore di entrambi, che, insieme alla vostra unione rinnovata, costituirà il latte più adatto per la crescita dei vostri figli. L’abbiamo promesso il giorno del sì, di essere fedeli. Ciò vuol dire anche non mollare e rielaborare insieme continuamente quel progetto da cui si era partiti, trovando sempre nuovi punti in comune. Ci è possibile farlo. E se ci sforziamo di trasformare attriti e tensioni in occasioni di crescita, avviene come un miracolo: la possibilità di continuare a generarli, questi nostri figli. Scrive infatti Giordani: “Donazione continua di vita – quasi continua produzione di vita, in una tenace resistenza al male, che porta la morte – è la convivenza dei coniugi, quando essa si realizza come consultazione reciproca e continua collaborazione nella educazione dei figli. Allora la convivenza si fa comunione, che trasforma la famiglia in comunità”.

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