Non è mai troppo presto

Raitre, ogni giorno, ore 13.00. Far parlare i bambini, ascoltare le opinioni dei più piccoli sul mondo degli adulti, sulle cose dei grandi, non è un’idea nuova. In tv più di tutti ci ha provato Mediaset, in particolare con due programmi fotocopia Chi ha incastrato Peter Pan e Chi ha incastrato lo zio Gerry, il primo con Paolo Bonolis e Luca Laurenti, il secondo con Gerry Scotti e Michelle Hunziker. Entrambi avevano dei tratti di puro divertimento, sapevano esaltare la contagiosa simpatia dei bimbi, mettevano in evidenza anche la bravura dei conduttori, particolarmente abili ad entrare in sintonia con il linguaggio e gli atteggiamenti di pensatori in formato junior. In tutti e due i casi però, qua e là, faceva capolino la sensazione di pensieri indotti, di bambini non sempre sinceri, di piccoli disponibili ad atteggiarsi da grandi, snaturando la loro innata spontaneità, barattando un minuto di celebrità con l’ immediatezza. È una impressione che non si fa mai strada guardando un programma molto carino Non è mai troppo presto di Silvia Pizzetti, che va in onda al termine di Cominciamo bene estate. Sono solo pochi minuti al giorno, pillole di saggezza dispensate da un manipolo di bambini seduti su tre trespoli, che dicono la loro liberamente, senza mediazioni, su alcune parole chiave: la paura, la felicità, la tristezza, la guerra. La pace è che uno può diventare amico, prima litighi poi non litighi più dice uno con la faccia da scugnizzo.Ma come si fa a fare la pace? è la domanda che viene posta loro. Dandosi la mano risponde risoluto uno, chiedendo scusa ritiene un altro; perdonando, perché se non c’è perdono non c’è pace ribatte un bambino ebreo con la kippa. La pace è quando non c’è più la guerra e i bambini possono andare a scuola a piedi conclude una bimba, riportando la grande questione alla vita di ogni giorno, alla realtà di città non a misura dei più piccoli, dove la guerra è una strada pericolosa, un cortile dove non poter giocare senza l’assistenza dei più grandi. Strappando un sorriso. Non è mai troppo presto invita a recuperare la visione semplice, la purezza dello sguardo, l’ottimismo dei bambini. Innocenti, ma a volte piccoli maestri di vita.

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