Nigeria: il governo sospende Twitter

Il governo nigeriano ha bloccato l'accesso alla piattaforma in tutto il Paese suscitando proteste. La polemica trae origine dalla cancellazione di un twitt del presidente nigeriano, il cui contenuto è stato ritenuto da Twitter lesivo delle regole di utilizzo del social network.
Muhammadu Buhari (AP Photo/Mary Altaffer, File)

Venerdì 4 giugno le autorità nigeriane hanno interrotto in tutto il Paese “a tempo indeterminato” l’accesso al servizio di notizie e microblogging del colosso americano Twitter. Le aziende e le persone che violeranno questa sospensione saranno perseguite, ha affermato un portavoce del governo.

L’Associazione degli operatori delle telecomunicazioni autorizzate dalla Nigeria (Alton) ha confermato in una dichiarazione che i suoi membri hanno ricevuto istruzioni dall’ente di controllo Internet per sospendere l’accesso a Twitter ed hanno messo in atto il blocco secondo le indicazioni ricevute. Così hanno fatto anche le reti di telefonia mobile, dopo aver ricevuto l’ordine di blocco.

Nonostante tutto, però, alcuni utenti hanno deciso di ignorare il divieto di bypassare il blocco. È il caso dell’Unione nazionale dei giornalisti nigeriani. Il presidente del sindacato, Emmanuel Ogbeche ha protestato denunciando un provvedimento che «va assolutamente contro la libertà di stampa e di espressione. Quando inizi a bloccare l’accesso ad una piattaforma importante come Twitter, che è utilizzata da moltissime persone, come si possono ritenere i media responsabili di fornire informazioni?». Ma cos’è successo per arrivare alla decisione di bloccare Twitter?

La sera del 4 giugno scorso, il ministero nigeriano dell’Informazione e della Cultura ha annunciato che il governo avrebbe sospeso a tempo indeterminato i servizi del social network dopo che la direzione di Twitter aveva cancellato un tweet del presidente nigeriano Muhammadu Buhari, ritenendo che il messaggio avesse violato le regole di utilizzo del social media in materia di comportamento odioso. Twitter ha reagito molto rapidamente. Per il social americano, l’annuncio fatto dal ministro dell’Informazione e della Cultura Lai Mohammed è “profondamente preoccupante”.

Lagos, Nigeria (AP Photo/Sunday Alamba)

Intanto, il ministro della Giustizia Abubakar Malami è intervenuto ordinando «l’immediato perseguimento di chi trasgredisce il divieto del governo federale sulle attività di Twitter in Nigeria», e chiedendo al procuratore generale di procedere contro i responsabili. L’azione di blocco attuata dal governo nigeriano è arrivata pochi giorni dopo la soppressione del tweet del presidente per violazione delle regole del sito. Anche se nel provvedimento di blocco non si fa cenno al fatto che l’avrebbe provocato.

Ma cosa diceva di così sconvolgente il tweet del presidente Buhari? Il tweet inviato il primo giugno minacciava di «trattare con una lingua che capiscono» gli autori delle violenze nel sud-est della Nigeria, cioè i separatisti. Il riferimento implicito era alla guerra civile nigeriana del 1967-70, nota in Europa come Secessione del Biafra, che terminò con un massacro dei ribelli.

Un portavoce della presidenza, Garba Shehu, ha bollato come “deludente” la cancellazione del tweet del presidente Buhari, sottolineando che «le grandi aziende tecnologiche devono essere consapevoli delle proprie responsabilità. Twitter non sembra capire il trauma nazionale della guerra civile che il nostro Paese ha conosciuto. Questo governo non permetterà che questa tragedia si ripeta», ha aggiunto.

A livello formale, però, la presidenza nigeriana ha negato che il blocco imposto a Twitter fosse una diretta conseguenza della cancellazione del tweet presidenziale. Ma il ministro dell’Informazione nigeriano, Lai Mohamed, ha accusato il social network di tollerare i twitt del capo di un gruppo separatista nel sud-est della Nigeria che, secondo lui, incoraggiano la violenza. «La missione di Twitter in Nigeria (…) – ha rilanciato Lai Mohamed – è molto sospetta. Quali sono le sue intenzioni?», ha detto ai giornalisti.

D’altro canto, Amnesty International ha condannato la “sospensione illegale” di Twitter da parte del governo nigeriano e Human Rights Watch (Hrw) ha denunciato nel blocco un “tentativo di censurare la protesta”. È dal novembre 2019 che il governo ha inasprito le misure per regolamentare i media e combattere la disinformazione sui social network, ma per buona parte della società civile si tratterebbe di norme per controllare e reprimere la libertà di espressione.

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