Neue Stadt Ecumenismo e serietà

La rivista trasmette un forte senso di famiglia. Con questa valutazione su Neue Stadt un collega, caporedattore di un mensile cattolico tedesco, sembra aver colto un elemento fondamentale della nostra identità. In effetti Neue Stadt, edizione di Città nuova per i Paesi di lingua tedesca – e cioè Austria, Germania, Svizzera e Lussemburgo, senza dimenticare l’Alto Adige e la minoranza tedesca in Belgio -, vuole essere molto più di un semplice organo giornalistico che riporta fatti e opinioni: vuole anche render concreto quanto scrive. Una pretesa che accomuna tutte le edizioni nel mondo. Pur essendo molto più modesta della rivista in italiano (mensile, 32 pagine, 10 mila abbonati), Neue Stadt vuole essere anch’essa l’organo di stampa di una utopia reale. Da una parte si ispira continuamente alla visione di una città nuova, cioè una società rinnovata dal Vangelo, e dall’altra fa vedere come questa città esista già nella realtà, là dove singoli o gruppi vivono la legge dell’amore scambievole. Ecco quindi i criteri validi per tutti i nostri articoli: far vedere un mondo rinnovato, seppur alle volte solo con le sue prime tracce, con i primissimi raggi di sole; nello stesso tempo creare un legame tra tutti coloro che vi credono e che si sentono già sin d’ora cittadini di tale nuova città. Come è stato per altre edizioni non-italiane, Neue Stadt all’inizio della sua esistenza non era altro che una traduzione sintetica della appena nata Città nuova italiana. Il primo numero tedesco porta in effetti la data del 15 gennaio 1958. Dal luglio 1968 la redazione ha trasferito la sua sede nel centro ecumenico di Ottmaring, attualmente nella vicina città di Augsburg. È senz’altro dovuto anche a questa sede che Neue Stadt sia caratterizzata da una forte sensibilità ecumenica, un tema d’altronde molto importante sia in Germania che in Svizzera. Un’altra caratteristica della nostra redazione è l’attenzione posta alla qualità professionale del nostro lavoro giornalistico. I membri della redazione (attualmente siamo in tre) dispongono di una solida formazione, ed anche tra la trentina di collaboratori e collaboratrici stabili si contano ben dieci giornalisti professionisti. Gli altri sono invece esperti in diversi campi, come quello della famiglia, della psicologia, della teologia o dell’arte. Una volta all’anno la redazione allargata trascorre un weekend insieme per capire in che direzione avanzare nel lavoro. Ogni tre mesi, poi, con una conferenza telefonica manteniamo un legame stretto tra noi, non omettendo neanche quelle critiche che appaiono necessarie per tenere fresco e agile il nostro stile di lavoro. Criterio indispensabile per ogni articolo è quello che chiamiamo il valore di utilità. A cosa serve?, ci chiediamo prima di decidere un argomento. Siamo convinti che il lettore, quasi come fosse il nostro padrone, ha il diritto di tirar fuori da ogni articolo un qualche beneficio per la sua vita. Cerchiamo allora di prendere le misure di quel che serve al nostro lettore, e non solo da quello che sembra a noi importante. Ciò richiede talvolta una conversione profonda del nostro lavoro.

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