Nessuno è senza peccato

Il film Chi è senza peccato (The Dry), di Robert Connolly è una parabola sull'ipocrisia presente nei rapporti umani.

Il passato non è mai passato. Ritorna, a volte, attraverso circostanze che fanno sempre male. Soprattutto se sono trascorsi anni da quando si era giovani o ragazzi come accade ad Aaron, ottimo poliziotto, che ritorna nel suo paese d’origine al funerale di un amico di gioventù, ucciso insieme alla moglie e al figlio piccolo: l’assassino, ignoto, ha risparmiato solo la neonata che viene raccolta dai nonni. Tutti cercano la verità. Aaron incontra una vecchia fiamma della giovinezza (Genevieve O’Really), le si avvicina, ma lei, madre di un bambino – chi sarà il padre? – ha delle cose da nascondere. Non è più possibile riandare alla gioventù, anche se i ricordi perseguitano lei e Aaron, ma un po’ tutti in questo film di rimorsi dolorosi.

E’ l’intreccio del film Chi è senza peccato (The Dry) diretto con indubbia abilità e senso del dramma da Robert Connolly e tratto dal pluripremiato romanzo (2016) di Jane Harper (Bompiani), pronto ad uscire già nel 2020 ma rinviato a causa della pandemia.

Si tratta di un thriller avvincente, solido, ben fatto, nessuna parola o scena inutile. Gli spazi immensi delle pianure australiane colpite dalla siccità hanno generato una nevrosi nella società agricola della piccola città, di cui Aaron fa le spese: molti gli rinfacciano l’omertà del suo passato, vorrebbero se ne andasse, ma lui resta, vuole scoprire l’assassino della famiglia amica. E’ una storia di menzogne in cui ognuno ha qualcosa da nascondere, accusando però gli altri.

Sotto questo aspetto, il thriller si rivela una parabola sempre attuale sulla ipocrisia presente nei rapporti umani dove si gettano pietre sulle persone, dimenticando i propri torti, anche cose terribili, come un suicidio o uno stupro. La violenza si fa strada nell’ambiente chiuso. Aaron viene sospettato di aver taciuto peccati di giovinezza, ma non si dà per vinto finchè ciascuno non sarà costretto a rivelare il proprio passato.

Film forte, anche come sequenze, mai compiaciuto, scabro e diretto, film di volti e di nature silenziose scava nella psicologia e non fa sconti, diventando un trhiller asciutto, giocato ad incastri ed recitato molto bene dal cast, indugiando spesso sui primi piani dei personaggi. Esce l’11 novembre. Da non perdere.

I più letti della settimana

Chiara D’Urbano nella APP di CN

La forte fede degli atei

Mediterraneo di fraternità

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons