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Cultura > Arte e Spettacolo

Nello specchio del tempo

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Nel ventennale della scomparsa di Andrej Tarkovskij una mostra dedicata all’infanzia del grande regista

Mostra Tarkovskij

«In tutti i miei film mi è parso importante sforzarmi di stabilire i legami che unissero le persone… I legami che uniscono me, in particolare all’umanità se volete, e tutti noi con tutto ciò che ci circonda… Il cinema non è una professione, è la mia vita e ogni film lo considero un’azione nella mia vita». E azione poetica diventa per lui l’utilizzo della fotografia che, nel caso del film Lo specchio, diviene corpo narrante.

Sono antiche lastre fotografiche e negativi degli anni Trenta, «saturi di ricordi», rinvenute dal figlio di Tarkovskij in una vecchia scatola. Frammenti delle persone care, dei luoghi, della storia del proprio Paese, trasmessi dai genitori al regista come una vera e propria eredità storica e spirituale della famiglia. Restaurate e ristampate, raccontano la genesi del film autobiografico del regista russo. Non è, quindi, solo un viaggio nella memoria e nei ricordi. È soprattutto un percorso spirituale all’interno della vita e dell’opera – due ambiti ritenuti indivisibili – di un grande artista.

Tra le oltre cinquecento fotografie ritrovate, molte sono state scattate da Lev Gornung, fotografo e amico del poeta Arsenij Tarkovskij, padre del regista. Il cineasta le utilizzò in seguito per il film autobiografico Lo specchio. «Ed è sorprendente – racconta ora il figlio Andrej, ideatore della mostra – con quanta cura egli sia riuscito a trasportare i personaggi, i luoghi e l’atmosfera di quelle foto dentro le sue inquadrature, ridando vita e anima al ricordo, oramai sbiadito e apparentemente irraggiungibile, della sua infanzia. C’ero anch’io sul set e avevo tre anni».

Ad accompagnare le sessanta immagini in questo viaggio a ritroso nel tempo, c’è un racconto degli anni Sessanta del regista e alcune poesie del padre Arsenij. «Un legame invisibile tra il ricordo e il presente – spiega ancora Andrei –, un canto che cancella la morte fermando il tempo stesso e trasfigurando questa triste ricorrenza in un elogio all’immortalità».

 

Lo specchio della memoria. Roma, Casa della memoria, fino al 12/12 (catalogo Edizioni della Meridiana).

Riproduzione riservata ©

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