Nelle scarpe di un altro

S e conosci un americano non lo eviti. Era il titolo di un famoso libro che descriveva il popolo yankee. Può applicarsi benissimo a Curtis Hanson, Toni Colette e Cameron Diaz. Rispettivamente regista e interpreti del film In Her Shoes – Se fossi lei. Curtis Hanson è regista di qualità. Ha firmato, tra gli altri, il noir L.A. Confidential candidato a nove premi Oscar di cui ha poi vinto la prestigiosa statuetta per la miglior sceneggiatura non originale. Toni Colette (Rose nel film) è una talentuosa attrice australiana, fine ed intelligente, che ricordiamo per Sesto senso. La trentatreenne Cameron Diaz (Maggie nel film) non ha bisogno di presentazioni. Da The Mask a Tutti pazzi per Mary è una delle attrici più affermate dello star system hollywoodiano. Her Shoes – Se fossi lei è la storia delle sorelle Maggie e Rose, amiche e rivali, che non hanno nulla in comune tranne il paio di scarpe: il famoso numero 42. Globetrotters della promozione, sono tutti e tre a Roma per lanciare il film. Alla mano, disponibili, con un grande sense of humour, sono persone normali più che divi. Eppur star sono. Cosa vi ha spinto a lavorare in questo film? Cameron Diaz: Mi è piaciuta molto la sceneggiatura, i personaggi sono molto ben delineati e non succede così spesso. Inoltre è una storia in cui tutti si possono identificare. Sebbene le donne siano le protagoniste della pellicola, è una storia universale. Toni Colette: Il fatto che Rose deve superare dei momenti molto dolorosi della sua vita sottoponendosi a scelte impegnative per poter essere più felice e diventare migliore mi ha attratto molto. Curtis Hanson: Quando ho letto nella sceneggiatura la scena in cui Maggie è ubriaca nel bagno ed al punto più basso della sua autostima, ho visto il viaggio possibile della sua trasformazione verso una persona migliore. Questo mi ha interessato. Cos’è che avete trovato di universale nella storia delle due sorelle? Curtis Hanson: Può sembrare strano perché sono un uomo, ma mi sono identificato con la storia perché le protagoniste si pongono delle domande universali. Sono le mie domande. Chi sono? Come vedo me stesso? Cosa sto facendo della mia vita? Come posso diventare migliore? Non sono domande femminili ma di tutti e sono connesse al tema del viaggio della vita, dei legami umani e al tema della famiglia. Sono preoccupazioni universali. Nella vita reale avete fratelli o sorelle. Andate d’accordo? Cameron Diaz: Ho una bella e solida famiglia ed ho una sorella più grande. Non abbiamo nulla in comune con Maggie e Rose, le due protagoniste del film, noi siamo delle vere sorelle. È la migliore sorella che avrei potuto avere, è molto in gamba ed abbiamo un ottimo rapporto . Toni Colette: Ho due fratelli ed anche noi siamo molto uniti e ci aiutiamo l’un l’altro. Amo da morire mio fratello più piccolo e forse, come Rose nel film, sono un po’ apprensiva perché preferisco prevenire piuttosto che curare. Ma i miei genitori sono ancora vivi e ci pensano loro. A casa nessuno mi vede come una star del cinema, ma come una figlia o una sorella. C’è un rapporto assolutamente normale e la famiglia mi sostiene. A volte, all’interno di una famiglia, è più difficile capirsi e volersi bene… Curtis Hanson: C’è molta confusione oggi nella società su cosa sia una famiglia. Da un lato vogliamo essere indipendenti, ma d’altro canto i legami che si possono avere all’interno di una famiglia sono molto forti e unici nella vita. Toni Colette: Le relazioni familiari sono molto intense. Tu nasci, vivi e cresci in una famiglia e tutti ti conoscono molto bene. Può essere fonte di grandi gioie ma anche di grandi litigi perché sei come di fronte ad uno specchio e non puoi nascondere nulla. Ti conoscono meglio di quanto tu conosca te stesso. Nel film ha un ruolo importante la nonna, interpretata dall’intramontabile Shirley McLaine… Curtis Hanson: Quando Maggie incontra la nonna, che neanche sapeva esistesse, non solo riceve da questa relazione ma anche si dona, entrando nel mondo della nonna risveglia la sua umanità. E nella vita che rapporto avete avuto con vostra nonna? Cameron Diaz: Sono molto legata ai miei nonni e non passa giorno senza che menzioni mia nonna. Ha ancora oggi una grande importanza nella mia vita. Toni Colette: Mia nonna è stata la mia migliore amica.Mi ha amata e accettata senza riserve. È morta quando avevo 12 anni ed ancora oggi mi manca. Mi ha influenzato in modo molto positivo. Quali valori veicola questa pellicola? Cameron Diaz: Vivere il confronto con i propri limiti e difetti.Maggie e Rose, in definitiva, non sono felici, ma vivono il loro disagio e lo affrontano. Penso, invece, che molte persone non affrontano il loro dolore e vi restano irretite perché hanno paura di quello che potrebbe succedere se cambiano loro stesse. Mentre se ognuno sceglie di fare dei propri dolori e dei propri limiti un’occasione per migliorare, le cose andranno meglio. Curtis Hanson: A me ha interessato molto il rapporto con la bellezza che ha sempre avuto, in ogni società, una grande importanza. Quello che caratterizza la nostra epoca è l’incredibile culto della personalità che si accompagna alla bellezza. Le persone sono ammirate in maniera del tutto sproporzionata rispetto al loro valore reale. La protagonista del film usa la bellezza come arma per ottenere ciò che vuole ma, senza accorgersi, è anche una vittima della sua bellezza, perché non si sviluppa come persona e rimane come una bambina dentro il corpo di una adulta.

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