Una narrativa per l’Europa di oggi

Etica sociale trasversale e consenso differenziato. La sfida di DIALOP e RESET
Syros

L’Europa sta navigando in mare mosso, circondata da una parte da conflitti di vario genere, dall’altra lacerata da forze centrifughe e tendenze sovraniste al suo interno. Sembra mancare una narrativa condivisa, un’identità all’altezza dei tempi. L’Europa oggi è più incline a costruire al suo interno muri anziché ponti, come si esprime papa Francesco.

Proprio le sfide europee erano state l’argomento dell’udienza privata che l’attuale pontefice aveva concesso il 19 settembre 2014 ad Alexis Tsipras, all’epoca non ancora primo ministro greco, e al dirigente comunista austriaco Walter Baier, attuale responsabile di Transform!europe, il think tank del partito della Sinistra europea. In quell’occasione, dopo mezz’ora di colloquio, si erano lasciati con l’impegno di instaurare un “dialogo trasversale” tra persone di buona volontà, al di là delle differenze culturali, politiche, religiose e ideologiche.

A 5 anni di distanza, si intravedono i primi risultati. Nel settembre 2018 ha avuto luogo nell’isola greca di Syros una prima Summer school, ospitata dall’Università del Mar Egeo, sostenuta dall’Istituto universitario Sophia e sovvenzionata dal Parlamento greco: 54 tra professori, studenti e attivisti hanno colto l’invito espresso dal titolo “Europe as a common: let’s think about it!” (Europa come bene comune: pensiamoci!).

I partecipanti venivano da tutta Europa, metà marxisti e metà cristiani. Già la preparazione delle lezioni era stata una profonda esperienza di dialogo. Ognuna, infatti, era stata elaborata e presentata insieme da due professori, uno marxista e l’altro cristiano. Gli argomenti esposti durante la mattina – dialogo, democrazia, bene comune ed Europa – erano discussi nel pomeriggio nei vari gruppi di lavoro, sempre internazionali e ideologicamente misti.
Incoraggiati da questo primo tentativo e su indicazione di mons. Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, il gruppo promotore Dialop (transversal dialogue project) sta ampliando il progetto con un curriculum di “Etica sociale trasversale Reset” (tRansvErsal Social EThics). Essa viene sviluppata da studenti e professori facenti parte di una rete europea guidata da 4 università: Coimbra (Portogallo), Uned di Madrid (Spagna), Kph-Edith Stein (Austria) e Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Italia). Il cammino sarà accompagnato da partner di Francia, Belgio, Germania e Grecia. Il comitato scientifico è presieduto da José Manuel Pureza, professore dell’università di Coimbra.

L’obiettivo di Reset corrisponde a quanto papa Francesco ha espresso nel suo messaggio del 12 settembre 2019, quando ha incoraggiato un’alleanza educativa, annunciando un grande convegno per il 14 maggio 2020 nell’Aula Paolo VI. Reset e Dialop non mancheranno.

Qual è dunque l’obiettivo di Reset? Proporre un’etica sociale trasversale come narrativa per l’Europa di oggi, coinvolgendo i giovani nel dialogo tra filoni diversi di pensiero: cristiano, neo-marxiano (teoria critica sociale) e femminista, con un’apertura all’Islam e alle tradizioni. Questa cooperazione parte da una convinzione comune: la Terra è data all’umanità intera, comprese le generazioni future, affinché ogni abitante del pianeta possa vivere una vita degna, in pace, libertà, giustizia e solidarietà.

Dialop ha fatto in questi anni un’esperienza consolidata di dialogo: i partner si ascoltano a vicenda in modo aperto e rispettoso. Le rispettive domande e intuizioni vengono prese in considerazione con attenzione dai partner, così le differenze diventano un arricchimento e servono per chiarire, approfondire e integrare i rispettivi punti di vista.

A questo punto, è richiesto un passo nuovo, audace. Su alcuni argomenti dove c’è sovrapposizione di vedute, Reset vuole arrivare a un “consenso differenziato”: prima si definisce la corrispondenza di vedute su una questione essenziale del campo trattato, in seguito si espongono le rimanenti differenze, che sono legittime e non compromettono l’accordo fondamentale, anzi, lo arricchiscono. Se questo passo riesce, si aprono campi d’azione in comune, visto che nessuna forza riesce a far fronte da sola alle sfide complesse del mondo di oggi, come sottolineato da papa Francesco nel primo incontro con Tsipras e Baier nel 2014.

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