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Mondo > Europa

Napoli: tra paura e amore viscerale

di Sara Fornaro

- Fonte: Città Nuova

Sara Fornaro

A casa mia i ladri sono venuti tre volte: una volta ci hanno ripuliti, altre due ce li siamo trovati davanti….

Napoli

Conoscevo il barbone morto a dicembre dopo essere stato gettato da alcuni ragazzi nell’acqua gelida di una fontana mentre dormiva. Tutti i frequentatori della linea 2 della metropolitana lo ricordano mentre, gentile e malconcio, chiedeva spiccioli. Quando ho letto la notizia mi sono chiesta sconvolta: che sta succedendo alla mia Napoli?

 

Ho un amore enorme per la mia città, che non mi impedisce di vedere quanto sia sbiadita la sua immagine e come l’abbiano malridotta quelli che la governano e quelli che la dominano (leggi camorristi). Vicino casa mia c’è il bunker di un boss, durante l’ultima emergenza rifiuti hanno dato fuoco alla spazzatura e anche alla mia casa. L’unica speranza seria di lavoro per i giovani è rappresentata dal concorso del comune, ma già è stata denunciata qualche “preferenza”.

 

A casa mia i ladri sono venuti tre volte: una volta ci hanno ripuliti, altre due ce li siamo trovati davanti. Per quanto riguarda gli scippi, con me ci hanno provato due volte: mi sono opposta (reazione meccanica!), ma una volta non dico quanti lividi ho riportato. Ormai non metto più collane o bracciali d’oro. Ho anche paura di uscire la sera con l’auto.

Se scoppia il Vesuvio, sarà una strage, perché vere vie di fuga non esistono e case e ristoranti arrivano a metà cono. L’anno scorso ci hanno tolto anche il mare, perché i depuratori erano rotti, e quest’anno sarà peggio.

 

Il cuore, però, resta a Napoli. Nonostante tutto. Nonostante la nostra terra sia stata sfregiata con rifiuti di ogni tipo e nessuno l’abbia ancora bonificata. Nonostante la paura di mangiare verdura o carne contaminate da diossina o altri veleni. Nonostante la rabbia per la mancanza di lavoro, la rassegnazione di tanti, l’inerzia e la litigiosità della classe politica e l’insopportabile presenza della camorra.

 

Ma essere napoletani significa anche avere una marcia in più. Vivere, lavorare, amare come tutti, ma con una fiducia grande in un futuro migliore. La mia Napoli è anche ottimismo, esaltazione: la montagna che porta all’infinito, il mare che apre il cuore, i bellissimi monumenti, la musica che riempie l’anima, il sole che dà energia e allegria.

 

Napoli è un grande cuore. Perdi il lavoro? Famiglia e amici non ti abbandonano, vescovi e sacerdoti manifestano al tuo fianco. Non hai la casa? C’è chi ti accoglie nella propria. Mancano i servizi? C’è chi si spende ogni giorno per servire gli altri gratuitamente.

Riproduzione riservata ©

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