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Italia > Fotogallery

Violenze e controllo di genere, c’è ancora molto da fare

di Miriam Iovino

L’Istat ha pubblicato i dati parziali su stereotipi di genere e immagine sociale della violenza.

Secondo i dati pubblicati dall’Istat su stereotipi di genere e immagine sociale della violenza, il 48,7% degli intervistati ha ancora almeno uno stereotipo sulla violenza sessuale. Il 39,3% degli uomini pensa che una donna possa sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole e quasi il 20% pensa che la violenza sia provocata dal modo di vestire delle donne. Fortunatamente parlare della violenza (31,4%) e condurre iniziative a favore delle vittime (15,8%) aiuta a far crescere la consapevolezza della gravità del fenomeno. I femminicidi, in Italia, avvengono ormai uno ogni tre giorni. Non solo: le vittime di violenze, abusi e molestie sono molte di più di quelle che raccontano i dati.

E se dai dati provvisori maggio-luglio 2023 dell’indagine emerge una minore tolleranza della violenza fisica nella coppia, il 10,2% degli intervistati, soprattutto
giovani, dichiara però di accettare ancora il controllo dell’uomo sulla comunicazione (cellulare e social) della propria moglie/compagna. Questa idea è condivisa dal 16,1% dei giovani dai 18 ai 29 anni. Il 2,3% delle persone ritiene accettabile sempre o in alcune circostanze che “un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha civettato/flirtato con un altro uomo”, per il 4,3% dei cittadini è accettabile sempre o in alcune circostanze che “in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto”. Sebbene l’Indagine non sia ancora conclusa, e pertanto non sia possibile un confronto puntuale con quanto rilevato sugli stessi temi nel 2018, emerge una minore tolleranza rispetto alla violenza nella coppia, in particolare per quanto attiene al controllo.

Serve un cambiamento culturale e il femminicidio di Giulia Cecchettin lo evidenzia con urgenza, per evitare che altre donne facciano la sua brutale fine.

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