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Italia > Fotogallery

Scoperto il motore della fotosintesi clorofilliana

di Redazione

Il lavoro congiunto di due studi, italiano e tedesco, ricostruisce il passaggio più difficile del noto processo che in natura utilizza la luce solare trasformando anidride carbonica e acqua in carbonio e ossigeno. È aperta la via a nuovi scenari per la produzione di energia pulita

La fotosintesi clorofilliana, probabilmente per molti quell’oscuro e traballante castello di reazioni chimiche da tenere faticosamente in piedi con la forza della memoria nell’ora di scienze. Eppure è un processo fondamentale per la nostra vita, perché è grazie ad esso che le piante verdi e altri organismi utilizzando la luce solare producono ossigeno a partire dall’acqua. È grazie ad esso che due miliardi di anni fa si è creata l’atmosfera della Terra.

I passaggi fondamentali sono ben noti da più di 50 anni ma mancava la ricostruzione chimica di un tassello, il motore di tutta la reazione, quello in cui si crea l’energia necessaria per proseguire e per cui «dall’acqua viene creata una molecola di ossigeno», spiega Leonardo Guidoni, direttore del gruppo di Chimica computazionale del dipartimento di Scienze fisiche e chimiche dell’Università dell’Aquila, il team che, insieme a quello berline se di Dau che ha raccolto i dati sperimentali, firma questa sensazionale scoperta, arrivata dopo dieci anni di studio. «Siamo arrivati alla conclusione di un quadro nato 50 anni fa e del quale stiamo catturando via via le foto dei protagonisti», chiarisce Guidoni.

Questo risultato segna una svolta nella ricerca di nuove soluzioni nella produzione di energia pulita, tecnologie per convertire l’energia solare in carburanti green «con un impatto ambientale potenzialmente prossimo allo zero», osserva Narzi. Rientra in questo scenario la fotosintesi artificiale, che mimando la natura punta alla ricerca di nuovi materiali comuni e non dispendiosi, come ferro e nichel, in grado di assorbire la luce per generare elettricità. (Foto: Pexels)

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