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Nel Libano richiesta di verità sulla strage del porto di Beirut

a cura di Giustino Di Domenico

Manifestazione popolari per ricordare le vittime e chiedere verità sulla strage avvenuta nel porto di Beirut il 4 agosto del 2020 provocando 244 morti, 6.500  feriti e centiniaia di migliaia di sfollati.

 

 

Grandi manifestazioni in Libano per esigere che sia fatta luce sull’immande disastro che il 4 agosto 2020 ha scolvolto il centro di Beirut con l’esplosione di 2.700 tonnellate di ammonio depositate da oltre 10 anni nell’hangar 3 del porto.

Una ferita aperta nel centro della capitale del Paese dei cedri. Papa Francesco si è assocoato a tale istanza di giustizia nell’udienza generale a Roma del 3 agosto: «Auspico che il Libano, con l’aiuto della comunità internazionale, continui a percorrere il cammino di rinascita rimanendo fedele alla vocazione di essere terra di pace e di pluralismo dove le comunità di religioni diverse possano vivere in fraternità».

Come nota la ong italiana Un Ponte per.. presente da tempo nel Paese «a due anni di distanza, con il Libano che sembra sprofondato in una crisi irreversibile, quell’esplosione rimane l’emblema di un paese abbandonato a se stesso e sempre più alla deriva. Oggi i silos del porto vengono lasciati bruciare settimane, per poi crollare a pochi giorni dall’anniversario dell’esplosione. Purtroppo però con la stessa velocità con cui finiva 2 anni fa in TV a reti unificate, il Libano è scomparso dai radar dei media mainstream».

Qui il dossier dedicato al Libano da Un ponte per…

Foto Ap

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